Matteo Salvini: «L’aiuto agli irregolari non è un bel segnale»

di Enzo Boldi | 13/05/2019

Matteo Salvini
  • Prosegue la polemica a distanza tra Matteo Salvini e il cardinale Konrad Krajewski

  • Il leader della Lega è tornato a parlare dell'energia elettrica ridata ai residenti dello stabile occupato a Roma

  • Da via Santa Croce in Gerusalemme chiedono al ministro di visitare il palazzo prima di parlare

Proseguono le polemiche a distanza tra Matteo SalviniKonrad Krajewski, l’elemosiniere di Papa Francesco che nei giorni scorsi ha deciso di ridare l’energia elettrica alle persone che vivono in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Dopo la punzecchiatura del cardinale – che questa mattina ha detto di esser pronto a pagare anche le bollette della luce del leader della Lega – il ministro dell’Interno è tornato a parlare di quanto accaduto da Bergamo. E i tono sono tutt’altro che smussati.

«Ognuno è libero di fare quello che ritiene – ha dichiarato Matteo Salvini a margine della sua visita a Zingonia (Bergamo) -. Sostenere l’illegalità non è mai un buon segnale, visto che ci sono tanti italiani che aspettano una casa popolare e non la occupano senza diritto, ci sono tanti italiani che sono in difficoltà ma le bollette le pagano, io da ministro dell’Interno garantisco le regole e l’ordine». La contro-provocazione del leader della Lega prosegue attaccando alcuni esponenti della Chiesa.

Matteo Salvini e la polemica sullo stabile occupato a Roma

«Se poi qualcuno dal Vaticano vuole pagare le bollette agli italiani in difficoltà – ha aggiunto Matteo Salvini, replicando ancora alla dichiarazione del cardinale Konrad Krajewski  – ci diano un conto corrente che io lo diffonderò a tutti i sindaci perché da nord a sud è pieno di italiani che fanno fatica a pagare le bollette della luce». L’elemosiniere di Papa Francesco, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva detto – a mo’ di provocazione – di esser pronto a metter mani al portafoglio per pagare anche le bollette del leader della Lega.

L’invito a visitare lo stabile occupato

E dal palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme, arrivano altre voci che chiedono al ministro dell’Interno di visitare lo stabile per rendersi conto delle condizioni di vita e salute degli occupanti: «Di fronte a un problema di salute e di vita delle persone, una risposta del genere non me l’aspettavo. Mi aspettavo ben altro, mi aspettavo un intervento suo, anche personale, all’interno di questo posto – ha detto all’Adnkronos suor Adriana Domenici, la missionaria laica che si è battuta per il ripristino dell’elettricità -. Le istituzioni devono rispondere a un problema così grave e diffuso. L’occupazione è diventata quasi una norma perché non c’è più possibilità di sopravvivenza. Se non fosse per la chiesa questa gente dove starebbe? Dove sarebbe se non ci fossero le mense, le offerte di vestiario?».

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DIMARCO)