Zuckerberg non sa mai niente: «Non ero a conoscenza degli attacchi a Soros»

di Redazione | 16/11/2018

Mark Zuckerberg
  • Facebook è entrata nel mirino per attacchi mirati di natura antisemita

  • L'articolo del New York Times ha svelato i rapporti dell'azienda con la società che diffondeva questi messaggi

  • Mark Zuckerberg ha affermato di non sapere niente degli attacchi a George Soros

Facebook al centro di una campagna antisemita, che aveva tra i suoi bersagli il miliardario George Soros? Mark Zuckerberg non ne sapeva nulla. Almeno stando a quanto riportato dal The Guardian, che ha raggiunto il CEO del social network più popolare al mondo. La difesa di Zuckerberg è sempre la stessa, la linea da seguire è sempre quella del bravo ragazzo, un po’ come avvenne per il caso Cambridge Analytica. O, soltanto qualche settimana fa, con il più grande attacco hacker della storia del social network, che ha portato alla chiusura di centinaia di milioni di account.

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Mark Zuckerberg ha affermato di non sapere degli attacchi antisemiti a Soros attraverso Facebook

In una conference call con i giornalisti, Zuckerberg ha provato a difendersi: «Non sapevamo nulla di quanto stava accadendo perché dipendeva da una compagnia terza rispetto a Facebook. Non appena io e i miei collaboratori siamo venuti a conoscenza di ciò dall’inchiesta del New York Times, abbiamo interrotto i nostri rapporti con la compagnia».

L’azienda in questione è la Definers Public Affairs, ingaggiata da Facebook in piena campagna di scuse per l’affare Cambridge Analytica. Quest’agenzia doveva avere il compito di difendere il social network dagli attacchi nei confronti della piattaforma. Peccato che, per farlo, utilizzava azioni dichiaratamente antisemite e che avevano come bersaglio George Soros, il milionario di origini ungheresi che è entrato a far parte della narrazione sovranista dell’ultradestra come la persona che punta alla sostituzione etnica della popolazione occidentale.

«Ho rispetto per Soros – ha affermato Zuckerberg -, le offese nei suoi confronti mi disgustano». Ma ciò non toglie nulla ai dubbi in merito alla sua capacità di far fronte a quanto sta succedendo nella sua azienda. Per l’ennesima volta, il CEO di Facebook è stato costretto ad arrampicarsi sugli specchi.