Claudio Marchisio si ritira a 33 anni: ora farà il ristoratore a tempo pieno

di Enzo Boldi | 02/10/2019

Marchisio
  • Si ritira dal calcio, a soli 33 anni, Claudio Marchisio

  • L'annuncio giovedì durante una conferenza stampa all'Allianz Stadium

  • Da oggi si dedicherà alla sua attività di ristoratore a tempo pieno

Una vita legati ai colori bianconeri, sfumati da qualche leggera striscia di azzurro (Empoli e Zenit San Pietroburgo) che hanno rappresentato gli unici momenti lontani dalla sua Juventus nella sua carriera. Ora, a 33 anni, Claudio Marchisio ha deciso di dire basta al calcio giocato dopo l’infortunio al ginocchio dello scorso aprile. L’addio lo darà all’Allianz Stadium, la casa della sua squadra del cuore a cui ha legato i momenti più belli della sua carriera. La conferenza stampa ufficiale si terrà giovedì.

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Sette scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e un campionato russo, oltre al titolo vinto in Serie B quando la Juventus venne retrocessa per il famoso caso Calciopoli e quando lui fece il suo esordio ufficiale con la maglia bianconera dopo una lunga gavetta durata 13 anni nelle giovanili della Juve. Questo il palmares di rilievo di Marchisio che da domani (anche se in realtà lo sta facendo già da tempo) si dedicherà alle attività collaterali.

Marchisio appende gli scarpini al chiodo

E nel suo futuro ci sarà la gestione a tempio pieno della sua attività di ristoratore. Marchisio, infatti, è proprietario di tre ristoranti ‘Legami’ aperti a Roma, Vinovo e Poltu Quatu, non distante da Porto Cervo (in Sardegna). Tutti locali di grande successo che hanno sono uniti da quella cultura culinaria tendente al fusion, come dimostra il locale aperto nella capitale lo scorso mese di febbraio.

Il suo futuro da ristoratore a tempo pieno

A 33 anni, dunque, Marchisio ha deciso di dire basta con il pallone, nonostante diverse offerte per il suo ingaggio provenienti da ogni latitudine. In Italia, però, non sarebbe mai tornato per fare il calciatore, perché non riusciva a vedersi con indosso una maglia diversa da quella della sua Juventus che lo ha fatto crescere facendolo diventare il «Principino».

(foto di copertina:  Mark Smith via ZUMA Wire)