Mafia tra Palermo e New York, 19 arresti in un’inchiesta che prosegue il lavoro di Falcone

di Redazione | 17/07/2019

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  • La mafia dei Gambino e degli Inzerillo ha ricevuto un duro colpo

  • 19 arresti nella notte del 17 luglio a Palermo

  • Le indagini sulle due famiglie proseguono nel solco di quelle portate avanti da Falcone

Per capire l’eredità che ha lasciato Giovanni Falcone, basta analizzare quanto accaduto oggi, tra Palermo e New York. Il procuratore Francesco Lo Voi e l’aggiunto Salvatore De Luca hanno coordinato un’operazione congiunta sulle due sponde dell’Atlantico: e mentre nella Grande Mela venivano effettuate decine di perquisizioni, a Palermo venivano arrestate ben 19 persone legate, in qualche modo, ai vecchi clan Gambino e Inzerillo. La mafia di una volta, quella che reggeva le fila prima dell’avvento di Totò Riina.

Mafia, arresti tra Palermo e New York

Tra gli arrestati anche il sindaco di Torretta, che era considerato pronto e a disposizione per un eventuale ritorno della criminalità organizzata a Palermo. Le due famiglie erano state decimate da Totò Riina, alcune di queste erano state spedite in una sorta di esilio forzato proprio a New York. Tuttavia, dagli Stati Uniti, dopo la morte del capo dei capi, stavano progettando un ritorno in grande stile sulla piazza.

19 arresti, sulla scia delle indagini di Falcone

Sulle vicende delle famiglie Gambino e Inzerillo avevano iniziato a indagare Boris Giuliano e Giovanni Falcone. Alcuni degli schemi criminali da loro individuati restano validi ancora oggi e sono stati utili per ricostruire i movimenti dei due clan mafiosi. Francesco e Tommaso Inzerillo, eredi di quella famiglia che Riina non voleva a Palermo, erano rientrati in Italia per cercare di riprendere il controllo della situazione. Anche alcuni nomi delle persone coinvolte nell’inchiesta del 2019 (che in realtà va avanti da tre anni) erano stati inseguiti in passato dal giudice Falcone.

Adesso, è stato inferto un nuovo colpo ai due clan, nell’attesa di scoprire i traffici ancora più importanti che hanno portato le famiglie Gambino e Inzerillo ad accumulare una sorta di tesoretto – frutto anche e soprattutto delle attività di spaccio degli anni Ottanta – che ha permesso loro di recitare la parte del leone dopo la morte di Totò Riina.

FOTO di repertorio di operazioni congiunte di Polizia e FBI

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