«Chi non è d’accordo se ne va»: il M5S pensa (anche) a un’altra epurazione dei dissidenti

di Redazione | 19/02/2019

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  • Non tutti i senatori del Movimento 5 Stelle sono disposti ad accettare la linea governista del no al processo a Salvini

  • E c'è chi pensa a nuove espulsioni dei dissidenti. «Chi non è d'accordo se ne vada», ha detto ieri la vicepresidente del Senato Taverna

  • Intanto il ministro Fraccaro: «I parlamentari devono rispettare la base, decideranno gli organi preposti»

Si sa, non tutti i senatori del Movimento 5 Stelle vogliono negare il processo a Matteo Salvini, come ha invece stabilito ieri da una votazione degli iscritti online. Già prima della consultazione diversi parlamentari pentastellati avevano manifestato dissenso rispetto alla linea dell’ala gorvernista guidata da Luigi Di Maio, che ha lavorato fin dall’inizio per respingere la richiesta dei magistrati di autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega. La notizia del giorno è che dopo il voto sulla piattaforma Rousseau le distanze potrebbero non essere ricucite.

Il M5S e il rischio espulsione di chi non vota contro il processo a Salvini

A dimostrarlo sono le parole di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle che non negano la possibilità di una frattura in Aula.La vicepresidente del Senato Paola Taverna è stata molto dura con i dissidenti nella serata di ieri, intervenendo nel corso dell’assemblea congiunta del M5S alla presenza del capo politico Di Maio. «Chi non è d’accordo se ne vada», sarebbe stato il senso del ragionamento della senatrice, segnale di un certo nervosismo. Ma i dubbi sulla compatezza del gruppo parlamentare M5S a Palazzo Madama vengono confermati anche da un’intervista che Riccardo Fraccaro, altro storico esponente dei pentastellati, ha rilasciato al Corriere della Sera.

«Decideranno gli organi preposti»

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispondendo ad una domanda su eventuali espulsioni di chi dovesse disattendere in Aula la linea del Movimento, ha risposto: «Questo sarà deciso eventualmente dagli organi preposti. Io faccio parte del collegio dei probiviri per cui non mi posso esprimere al riguardo. Certo, credo che i nostri parlamentari debbano rispettare la base».

Insomma, il partito di Di Maio rischia di vivere al Senato una fase complicata come accaduto già lo scorso novembre, in occasione del voto sul decreto Salvini. Tra i malpancisti ci sono ancora una volta Paola Nugnes, Elena Fattori e Matteo Mantero, che non parteciparono alla votazione in Aula al decreto su sicurezza e immigrazione.

(Foto di copertina da archivio Ansa: Paola Taverna e Riccardo Fraccaro durante la Cerimonia del Ventaglio, a Roma, il 25 luglio 2018. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)