Luigi Di Maio e la promessa agli italiani all’estero: «Penserò a un reddito anche per voi»

di Enzo Boldi | 28/03/2019

Luigi Di Maio, reddito per gli italiani all'estero
  • Luigi Di Maio, direttamente dagli Stati Uniti, ha promesso il reddito di cittadinanza anche agli italiani all'estero

  • Ha spiegato di star lavorando per includere anche i connazionali che vivono oltreconfine nel sussidio

  • Poi parla dei paletti per non dare il reddito agli stranieri, dicendo però che non c'è l'ondata dei migranti

Direttamente dagli Stati Uniti, la terra delle opportunità, Luigi Di Maio lancia una nuova promessa. Questa volta gli intestatari del messaggio rassicurante sono tutti gli italiani residenti all’estero che, secondo quanto detto dal leader del Movimento 5 Stelle, sono sempre al centro dei suoi pensieri e sta pensando di estendere il reddito di cittadinanza anche a loro.

«Non c’è nessuna volontà di escludere gli italiani all’estero – ha assicurato Luigi Di Maio rispondendo ai cronisti dell’Aire (Agenzia internazionale stampa estero) che gli avevano chiesto conto della non inclusione dei connazionali che risiedono fuori dai confini nostrani dal provvedimento fortemente voluto da lui e dal Movimento 5 Stelle -. Auspico nei prossimi giorni di poter lavorare a una norma specifica sugli italiani all’estero, che consenta di non escluderli sul reddito di cittadinanza».

Luigi Di Maio promette il reddito di cittadinanza anche agli italiani all’estero

Una promessa, quindi, dopo l’approvazione del Parlamento del decretone che contiene i provvedimenti di Quota 100 e, per l’appunto, reddito di cittadinanza. Poi Luigi Di Maio ha anche spiegato cosa abbia spinto il suo governo a mettere alcuni paletti che hanno, di fatto, escluso una buona fetta di migranti regolari e richiedenti asilo dalla possibilità di richiedere il sussidio: «Abbiamo fatto un ragionamento sul reddito di cittadinanza, inserendo la categoria del lungo soggiornante a 10 anni per accedere al reddito, per evitare che l’effetto delle ondate migratorie, che adesso non ci sono ma che potrebbero esserci nei prossimi anni, incidesse sulla spesa del reddito a quel punto non più prevedibile».

L’ondata migratoria che non c’è

Ondate migratorie che, dunque, non ci sono. Nonostante il suo socio di governo, l’alleato leghista Matteo Salvini (caldeggiato da tutti gli altri sovranisti) abbia sempre parlato di invasione da parte dei migranti. Visione distopica rispetto a quella di Luigi Di Maio che, evidentemente, non la pensa come il ministro dell’Interno anche se continua ad appoggiare tutte le sue mozioni, facendogli anche da scudo come accaduto nel caso della Nave Diciotti.

 

(foto di copertina: ANSA/SERENA DI RONZA)