I dati dalla Lombardia confermano che «siamo ancora in Fase 1» e che le polemiche tra fazioni sono inutili

16/04/2020 di Ilaria Roncone

La lettura del bollettino di oggi sui numeri coronavirus Lombardia restituisce un trend di «dati migliorativi» ma anche la conferma che «siamo ancora in Fase 1». Queste le parole del vicepresidente della Regione Fabrizio Sala che, durante la conferenza di aggiornamento, ha commentato i dati del contagio in Lombardia.

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Sono i dati stessi a mettere un freno

Considerata la polemica montata con botta e risposta tra Lombardia e Palazzo Chigi, nella quale è intervenuta anche la task force di Colao, c’è una realtà che va considerata su tutte. Quella dei dati della regione Lombardia e di tutte le altre, molte delle quali in questa giornata hanno cominciato a ipotizzare i modi e le tempistiche di entrata nella fase 2. Occorre comunque ricordare che il potere di decretare la data del passaggio alla fase 2 è in mano al governo tramite i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i cosiddetti Dpcm.

Dati coronavirus Lombardia 16 aprile

Il trend in miglioramento è confermato ma, considerata anche l’altissima circolazione che una regione come la Lombardia ha normalmente, essere cauti nelle riaperture rimane imperativo. Lo scopo è quello di evitare una seconda ondata di contagi lì dove i dati sono in miglioramento, certo, ma segnano anche – nella giornata di oggi – 63.094 positivi nella sola Lombardia. L’aumento dei casi di oggi si attesta a 941 (su un totale di 1.189 in tutta Italia), maggiore rispetto a ieri (827 contagiati in più). I decessi si attestano a 11.608 con 231 vittime in più rispetto a ieri. Il trend migliore è quello dei ricoverati in terapia intensiva, che scendono ancora, alleggerendo il lavoro delle strutture ospedaliere.

Perché la lotta tra Governo e opposizione non ha senso

Regioni contro Stato, opposizione contro Governo, opposizione che si spacca (con Salvini che vuole chiamare Berlusconi per chiedergli conto della sua posizione pro-Mes), maggioranza che si divide (con i 5Stelle che sostengono la posizione di Conte rispetto al Mes e il Pd che invece lo reputa uno strumento efficace). Alla questione Mes si è aggiunta anche la posizione dei governatori di alcune regioni (Lombardia e Veneto in primis) che spingono per una riapertura a partire dal 4 maggio. Considerato che nell’ultimo Dpcm è proprio quella la data in cui non solo Lombardia e Veneto, ma tutta Italia potranno ripartire, non sono Fontana e Zaia ad aver deciso che dal 4 maggio l’economia tornerà a girare con le dichiarazione della giornata di oggi. È stato il Governo, basandosi sui dati che aveva fino al giorno in cui lo ha stabilito. Quello che accadrà a partire dal 4 maggio verrà deciso quando si avranno ulteriori dati, col passare del tempo. Risulta alquanto inutile, quindi, lanciarsi in polemiche fini a se stesse che sembrano avere più il sapore di propaganda e lotta tra partiti che di dichiarazioni logiche e sensate fatte per il bene del paese.

(Immagine copertina dalla conferenza quotidiana della Regione Lombardia)

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