Lo stress da lavoro? Da oggi è ufficialmente una condizione medica

di Daniele Tempera | 28/05/2019

  • Lo ha stabilito, dopo molti anni di studi l'OMS, che tuttavia preferisce parlare di "sindrome" e non di "malattia"

  • Tra i sintomi il senso di esaurimento fisico e mentale e la negatività cronica

  • Il Burnout si riferisce specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale

Lo stress da lavoro o da disoccupazione, ossia il ‘burnout‘, è ufficialmente una condizione medica. Lo ha stabilito l’Oms dopo decenni di studi. L’agenzia speciale dell’Onu per la salute ha anche fornito direttive ai medici per diagnosticarla. Il primo ad occuparsi di Burnout è stato lo psicologo Herbert Freudenberger nel 1974. La nuova classificazione medica entrerà in vigore dal 2022. Ma cos’è esattamente?

I sintomi specifici del “Burnout”

Secondo l’OMS è caratterizzato da tre sintomi: sentimenti di esaurimento mentale o fisico; aumento della distanza mentale dal proprio lavoro o sentimenti di negativismo o cinismo relativi al proprio lavoro; ridotta efficacia professionale. Il Burnout si riferisce specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita. Il concetto è stato a lungo vago, assai difficile da diagnosticare. Per gli scienziati le conseguenze possono comportare anche conseguenze serie come alti livelli di stress, ma anche stanchezza cronica e altri disturbi. Tuttavia l’OMS parla di “sindrome” e non di “malattia”. Per sindrome si intendono una serie di segni e di sintomi, che si verificano insieme, ma che non è possibile ricondurre in maniera diretta e lineare ad una causa isolabile e univoca, come nel caso di una malattia.

Non solo “Burnout”: le nuove condizioni mediche categorizzate dall’OMS

“Questa è la prima volta che il burnout è stato incluso nella classifica”, ha spiegato ai giornalisti il portavoce dell’Oms, Tarik Jasarevic. Il nuovo elenco, Icd-11, che entrerà in vigore nel gennaio 2022, contiene molte altre aggiunte, inclusa la classificazione del “comportamento sessuale compulsivo” come disturbo mentale, sebbene si fermi prima di aggravare la condizione insieme a comportamenti di dipendenza. Tuttavia, per la prima volta riconosce il videogioco come una dipendenza, elencandolo insieme al gioco d’azzardo e alle droghe come la cocaina. E rimuove il transgenderismo dalla lista di disturbi mentali, elencandolo invece nel capitolo “condizioni relative alla salute sessuale”.

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