L’ennesima svolta di Facebook: dalle fake news al giornalismo locale

di Gaia Mellone | 19/11/2018

Zuckerberg
  • Il progetto, unico al mondo, coinvolge diversi gruppi editoriali Britannici

  • La somma che Menlo Park metterà a disposizione è di 4,5milioni di sterline

  • I giornali useranno la somma per assumere 80 giornalisti che formarli sul giornalismo locale

La maggior parte della Fake News gira su Facebook. Pochi giorni fa con l’inchiesta del New York Times Mark Zuckerberg si è trovato a dover affrontare le sue responsabilità in merito. Per controbattere, il colosso di Menlo Park ha deciso di mettere a disposizione delle testate locali dei fondi, ma solo nel Regno Unito.

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Facebook a favore del giornalismo locale: è la prima volta

Il re dei social network ha annunciato che stanzierà un fondo di 4,5 milioni di sterline (quasi 5 milioni di euro) per «redazioni locali, con il fine di assumere e formare per due anni circa 80 persone». Il denaro, che verrà gestito nel Regno Unito dal National Council for the Training of Journalists, risponde alla missione di «incoraggiare il giornalismo in città che hanno perso i giornali locali o i giornalisti d’assalto». L’operazione coinvolge i gruppi di pubblicazione Newsquest, JPIMedia, Reach, Archant and the Midland News Association, che potranno contare su questa somma per assumere e formare nuovi giornalisti che durante i due anni riceveranno le necessarie qualifiche. Nick Wrenn, il responsabile news partnership di Facebook in Europa, Medio Oriente e Africa, ha presentato l’iniziativa spiegando che Facebook «svolge un ruolo fondamentale nel modo in cui le persone si informano oggi» e che per questo vuole «fare di più per supportare gli editori locali» e «supervisionare il reclutamento dei giornalisti e garantirgli adeguata formazione e qualifica». Ha anche sottolineato che l’intenzione è assumere giornalisti «con diversi background» per «arrivare al cuore delle comunità locali, costruire relazioni e coprire le notizie che non sono necessariamente parte dell’agenda dei media più grandi, ma che rispecchiano la vita quotidiana delle persone». L’amministratrice delegata del NCTJ Joanne Butcher ha dichiarato che «la nostra esperienza con Facebook è stata molto positiva», riconoscendo il ruolo fondamentale che svolge il social nell’informazione di oggi. «Sono sicura che le intenzioni di Facebook sono positive e genuine» ha aggiunto, spiegando che la speranza è che «questo porti alla creazione di notizie più rilevanti a livello locale».

Facebook incoraggia il giornalismo locale, ma gli algoritmi?

La notizia, per quanto positiva, ha sollevato non poche critiche. In particolare, la decisione è stata vista come una copertura alle polemiche emerse dopo l’inchiesta del New York Times, secondo cui Mark Zuckerberg sarebbe stato avvertito più volte della diffusione di fake news sulla piattaforma, senza però muoversi in alcun modo per impedirlo. D’altro canto, Facebook aveva già lanciato un’iniziativa in supporto dei media americani già a febbraio 2018: con il Facebook Journalism Project aveva cercato di promuovere l’incontro tra aziende ed editori. Con un programma da tre milioni di dollari, il progetto aveva l’obbiettivo di incentivare gli abbonamenti digitali alle testate locali statunitensi, attraverso il Local News Subscriptions Accelerator. Il progetto aveva coinvolto testate come The Boston Globe, The Chicago Tribune, The Miami Herald, The Minneapolis Star Tribune, e The San Francisco Chronicle. Eppure, solo un mese prima aveva introdotto un algoritmo che favoriva l’apparizione sul News Feed di post pubblicati da amici e familiari, svantaggiando inevitabilmente i profili delle testate giornalistiche che ogni giorno sfruttano il social per attirare lettori sui propri siti. Senza contare che, come prevedeva il New York Times, in questo modo gli utenti tenderanno a vedere e rivedere contenuti “selezionati” che rafforzano le loro opinioni e convinzioni, interagendo per lo più con persone vicine e quindi – si presumo – con ideologie simili. In questo scenario, la fake news diventano un virus inarrestabile.

La decisione di incentivare il giornalismo di qualità nel Regno Unito potrebbe essere sì una buona notizia, ma anche una grande mossa di puro marketing.

(Credits immagine di copertina: Photo By ELIOT BLONDET/ABACAPRESS.COM)

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