L”ultimatum’ della Lega al M5S sull’Autonomia: se dicono no salta il governo

di Redazione | 16/02/2019

lega
  • L'autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna è l'ultimo grande nodo per il governo

  • I vertici della Lega fanno pressing su Matteo Salvini

  • «Se i 5 Stelle dicono no salta il governo», ripetono in questi giorni i dirigenti del Carroccio

Il nodo Autonomia rischia di mettere in pericolo la tenuta del governo come non avevano fatto finora né la manovra economica né le divergenze sulle grandi opere. Gli esponenti della Lega, infatti, sarebbero in queste ore sul piede di guerra e in pressing su Matteo Salvini per un’accelerazione della riforma dopo lo stop imposto giovedì sera dal Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio e compagni accusano l’autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna di creare cittadini di serie A e di serie B e lavorerebbero per un rinvio della questione al dopo-Europee. I vertici del Carroccio, invece, chiedono il rispetto dei patti e un iter rapido, tenendo in considerazione anche soluzioni estreme. Ne parla oggi il Messaggero (articolo di retroscena di Alberto Gentili) riportando dichiarazioni di alcuni dirigenti leghisti.

La Lega al M5S sull’autonomia differenziata: se dicono no salta il governo

«Salvini questa volta andrà fino in fondo, è deciso a far saltare tutto se entro una settimana i 5 Stelle non avranno dato il via libera all’autonomia di Veneto e Lombardia. I patti sono patti e vanno rispettati…», sono le parole riportate di uno dei massimi esponenti. Il vicepremier, che viene descritto come «tranquillo» e «per nulla arrabbiato», sarebbe disposto anche ad aprire una crisi di governo e a correre il rischio di elezioni anticipate. Che ci sia l’intenzione di arrivare a una forzatura lo fa capire anche Erika Stefani, la ministra agli Affari Regionali. «Entro una settimana ci devono dare una riposta, questa volta non ci faremo prendere in giro», ha detto sul difficile rapporto con gli alleati pentastellati.

C’è una sorta di ‘ultimatum‘, in sostanza. E la questione non riguarda solo le norme sull’Autonomia. La Lega ha infatti l’esigenza di dare risposte alla base del Nord, e in particolare al suo popolo di piccoli imprenditori e artigiani. Il M5S, dal canto suo, teme di fare un autogol, considerando il forte sostegno ottenuto un anno fa al Sud, in attesa del referendum sul caso Diciotti. Il M5S sceglierà con un referendum online come votare sul processo a Salvini. L’esito della consultazione avra certamente un peso rilevante anche nella partita dell’autonomia differenziata. Facile prevedere che la vittoria del Sì all’autorizzazione a procedere agiterebbe ancora di più le acque dell’esecutivo.

(Foto di copertina da archivio Ansa: il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Interno Matteo Salvini al Viminale durante una conferenza stampa, il novembre 2018. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)