«Sky è stata celebrativa nel documentario sui neonazisti di Lealtà e Azione»

di Redazione | 20/11/2018

Lealtà e Azione

Sono neofascisti che piacciono a Matteo Salvini. Quelli di Lealtà e Azione, un movimento di estrema destra che si ispira dichiaratamente all’ex generale belga delle SS, Leon Degrelle, e a Cornelius Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro romena, hanno apertamente sostenuto la Lega alle ultime elezioni del 4 marzo (e alcuni loro esponenti sono anche stati eletti in amministrazioni locali, grazie alla mediazione di Mario Borghezio). Ora, Sky ha proposto su di loro anche un documentario, intitolato Crescere neofascisti, in onda su Atlantic.

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Lealtà e Azione nel documentario «spot» di Sky

Immediate le critiche di associazioni, volontari, esponenti del mondo di sinistra, ma anche di critici televisivi e cinematografici. Il documentario, diretto e girato dal regista 55enne Andrea Bettinetti, è stato accusato di essere troppo tenero nei confronti del movimento, ripreso nei suoi momenti di massimo assistenzialismo: i militanti vengono inquadrati mentre portano la spesa ai bisognosi o mentre si prendono cura del cimitero di Milano dove sono sepolti tantissimi esponenti dell’ex Repubblica Sociale.

Nessun contraddittorio, nessuna condanna della loro azione. Addirittura, alcuni si sbilanciano e parlano di una vera e propria azione «celebrativa» da parte di Sky nei confronti di Lealtà e Azione. Insomma, tantissime critiche e un ritorno d’immagine non proprio ideale per la televisione satellitare.

La difesa del regista Bettinetti

Intercettato da Repubblica, il regista Bettinetti si difende: «Forse ho sbagliato io – dice – nel dare per scontato che tutti noi sappiamo chi sono i fascisti. E nel ritenere che alcune immagini che ho mostrato in apertura e in chiusura bastassero a far capire al pubblico chi e che cosa stavo raccontando». L’idea del documentario è partita dalla conoscenza di Bettinetti con un suo ex compagno di scuola entrato nel movimento. L’accordo con i militanti è stato quello di riprendere parti funzionali al racconto che voleva fare il regista. Ma Sky ha avviato una lunga procedura di controllo sull’opera, costringendo il regista ad alcuni cambiamenti.

«Ma sull’assenza di contraddittorio – dice Bettinetti – ho insistito: non volevo alimentare la solita retorica contrapposta del fascismo e dell’antifascismo». Ma a molti, stando ai commenti in rete, la sua opera è sembrata più uno spot che un documentario.

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Sky ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla pubblicazione e alla messa in onda del documentario su Lealtà e Azione: «Il racconto del reale è un ciclo di produzioni caratterizzate da una narrazione in presa diretta, immediata, priva di intermediazione critica, con al centro i protagonisti e la loro realtà, non filtrata da giudizi etici e morali – fanno sapere da Sky -. Crescere neofascisti – Viaggio all’interno dell’universo Lealtà Azione, titolo di acquisizione prodotto da Good Day Films, si inserisce in questo filone, con l’intento di raccontare una realtà emergente “da dentro”. Comprendiamo che questa rappresentazione può purtroppo avere offeso la sensibilità di alcuni telespettatori e ce ne rammarichiamo, confermando che il nostro unico proposito è stato quello di mettere a disposizione un documento scottante, anche per favorire la discussione su un tema attuale e altamente controverso».

FOTO: Salvatore Garzillo YN0 (Zero)