«Se qualcuno si è davvero esposto coraggiosamente per le donne, è proprio Laura Boldrini»

di Gaia Mellone | 11/07/2019

  • Vincenzo Spadafora ha imbeccato Maria Elena Boschi e Laura Boldrini: «Dicano loro cosa hanno fatto» sul tema della violenza sulle donne

  • In realtà entrambe si sono spese sia nei ruoli istituzionali che non a favore dei centri antiviolenza e delle campagne di sensibilizzazionbe

  • La testimonianza di Elisa Ercoli, presidentessa di Differenza Donna: «Laura Boldrini si è messa coraggiosamente in prima linea, e noi la ringraziamo»

Vincenzo Spadafora ha sollevato un polverone definendo il linguaggio della Lega, e in particolare del leader Matteo Salvini, come sessista e maschilista. Immediatamente innalzatosi a guru delle femministe, ha dovuto andare incontro all’ira leghista. Le donne però, lo hanno ringraziato, evidenziando però che in fin dei conti, aveva scoperto l’acqua calda. Ogni condanna è ben accetta, curioso che se a farla è un uomo allora si trasforma in un terremoto politico. Tanto che Laura Boldrini aveva risposto applaudendo le parole di Spadafora e invitandolo a andare oltre le dichiarazioni e fare un gesto forte e deciso di protesta, come ad esempio delle dimissioni. La risposta di Spadafora sembra annullare i passi avanti. Prima se la prende, di nuovo, con “la Boschi” che «ci dovrebbe dire cosa ha fatto lei contro la violenza sulle donne » e poi con «la Boldrini, dovrebbe dirci pure lei in cinque anni di presidenza della Camera che cosa ha segnato su questi temi». Beh, a contraddirlo ci pensa una testimonianza diretta, quella del centro antiviolenza Differenza Donna.

LEGGI ANCHE > Boldrini: «Bene Spadafora, ma mi sembra un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie»

«Se qualcuno si è davvero esposto coraggiosamente per le donne, è proprio Laura Boldrini»

Elisa Ercoli, socia da più ventisei anni e ora presidentessa dell’associazione e centro antiviolenza Differenza donna a Roma, non ha dubbi: «Noi abbiamo incredibile stima per Laura Boldrini perché è quella che più di tutte ha modificato la modalità attraverso cui si sono realizzati interventi e azioni politiche a contrasto della discriminazione di genere e della violenza contro le donne».

La violenza infatti è la parte più estrema e cruenta di una discriminazione di genere. «Purtroppo si arriva a quel punto perché prima vengono permesse tutte quelle forme di discriminazione di genere che vengono accettate dalla società, a partire ad esempio dal linguaggio». Proprio sulla “responsabilità delle parole” Laura Boldrini si è spesa fin dall’inizio del suo incarico politico. Dal bacchettare espressioni ambigue, commenti mascherati da complimenti fino alla battaglia per la declinazione femminile dei ruoli professionali. Per combattere la discrIminazione di genere bisogna intervenire in tutti i settori della società «pezzo per pezzo» spiega Elisa Ercoli, a partire anche dalla legittimazione professionale delle donne. «Il farsi chiamare LA presidente è stato un messaggio molto forte» continua Elisa Ercoli, un modo per sottolineare quanto «la declinazione del linguaggio al femminile non fosse un puntiglio stupido ma assolutamente una modifica anche simbolica di quelle che sono l’organizzazione sociale e il riconoscimento sociale dei ruoli professionali». Un discorso molto ampio e difficile, che a Laura Boldrini valse anche diversi attacchi e insulti. «Noi ci siamo costituti come parte civile al fianco di Boldrini quando denunciò in sindaco di una cittadina in provincia di Savona che l’aveva oltraggiata rivolgendole anche delle minacce». «Lei ha denunciato tantissime persone, tantissimi uomini, per combattere le reazioni violente al vedere una donna in una posizione di potere» spiega ancora Ercoli. Potrà sembrare eccessivo, fastidioso forse agli occhi di molti intentare una causa per quello che viene minimizzato come “un commento sessista di troppo” ma come ha sempre ripetuto Boldrini, e come ha evidenziato la presidentessa di Differenza Donna è stato importante per la deputata Leu esporsi «perché poteva farlo, perché ne aveva il potere ed era giusto combattere anche per tutte quelle donne che ancora non hanno i mezzi per farlo». Un modo anche per mostrare pubblicamente «quello che succede quotidianamente a tutte le donne che “osano” difendere un punto di vista ed esprimere la loro opinione, magari andando controcorrente».

Gepostet von Associazione Differenza Donna am Mittwoch, 22. Mai 2019

Non solo parole, ma fatti. Uno dei momenti che Elisa Ercoli ricorda come estremamente importanti per spingere un cambiamento di percezione della società c’è l’occupazione pacifica delle donne di Montecitorio. «Boldrini ha pubblicato un bellissimo testo #inquantodonna in onore della giornata mondiale contro la violenza sulle donne» ricorda Elisa Ercoli, spiegando che proprio il 25 novembre del 2017 fu Laura Boldrini a portare in aula le testimonianze di moltissime donne coraggiose, che avevano combattuto la discriminazione ed erano sopravvissute alla violenza: una per una hanno raccontato la loro esperienza. «È stato un momento importantissimo, di grande valore, che senza Laura Boldrini non si sarebbe realizzato»

Una visione di insieme che è stata inclusa anche nella Convenzione di Istanbul, che dal 2011 è parte del nostro ordinamento, e di cui Laura Boldrini si è fatta portavoce: gli interventi a favore delle donne non possono essere “una tantum” ma diluiti nel tempo e nel territorio, per favorire un costante flusso di cambiamento.

E per chi dice, come Spadafora, che Boldrini &co non stiano facendo nulla, l’invito è a sfogliare l’agenda. Il 22 Maggio l’ex presidente della Camera ha fatto visita proprio al centro Differenza Donna, per un incontro «in cui abbiamo discusso concretamente delle tematiche che affrontiamo ogni giorni e degli interventi che sono necessari», e sempre con Elisa Ercoli è programmato prossimamente un nuovo incontro dopo la partecipazione di Boldrini alla conferenza di Vancover sulla “salute delle donne”.

(Credits immagine di copertina: © Valeria Ferraro/SOPA Images via ZUMA Wire)