I biscotti danesi in scatola (quella che poi diventa custodia per ago e filo) passano alla Ferrero

di Redazione | 12/07/2019

Kelsen
  • La Kelsen è passata alla Ferrero

  • L'operazione è stata conclusa alla cifra di 300 milioni di dollari

  • L'immaginario collettivo delle scatole di latta

C’è una certa nostalgia in quelle scatole di latta che contengono – per una breve parte dell’anno – dei biscottini al burro danesi e che poi hanno una seconda vita come contenitori per ago e filo. O almeno, questa era l’idea del riciclo delle nostre nonne. L’azienda Kelsen venderà i famosi biscotti alla Cht, una controllata della Ferrero.

Kelsen passa a una controllata della Ferrero

Una maxi operazione, da circa 300 milioni di dollari. Lo stabilimento di biscotti danesi era di proprietà dell’americana Campbell – leader nel settore delle minestre riscaldate o da riscaldare (sic) – che ha deciso di approfittare dell’interessamento della Ferrero per ridurre, attraverso questa operazione, il proprio indebitamento. E arrivare, in maniera più sana, al closing con l’acquisizione definitiva dell’intera azienda proprio da parte di Ferrero nel 2020.

L’immaginario collettivo sulle scatole di latta della Kelsen

E chissà se Ferrero approfitterà dell’assist spesso fornito dalle tante pagine social che ripercorrono a ritroso la nostalgia degli anni Ottanta e Novanta, personalizzando le scatole di latta a tema cucito. Del resto, sono tantissime le case italiane che possono vantare una di queste confezioni come custodia preziosissima di aghi e fili colorati, pezzi di stoffa e forbici da cucito. Una sorta di scrigno del tesoro ambito dai bambini che, tuttavia, ne erano tenuti costantemente lontani a causa degli attrezzi pericolosi presenti all’interno della scatola di latta, una volta svuotata dai biscotti.

I biscotti danesi – entrati nell’immaginario collettivo anche come metafora dell’accomodamento del risultato sportivo (almeno dall’europeo del 2004, quando l’Italia uscì fuori dalla competizione per un 2-2 di Svezia e Danimarca) – adesso avranno qualcosa d’italiano. Forse, dopo l’acquisizione della Ferrero, si smetterà di indicare qualsiasi combine o presunta tale con questo termine che, da qualche tempo a questa parte, ha una sfumatura negativa.

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