Jerry Calà denuncia: «Non lavoro più? Forse perché non odoro di sinistra»

di Enzo Boldi | 25/07/2019

Jerry Calà
  • L'attore ha rilasciato un'intervista a Il Giornale

  • Dice che i registi non lo chiamano più, forse perché non è di sinistra

  • A breve uscirà con un film insieme ai redivivi "Gatti di Vicolo Miracoli"

Profondo rosso. Jerry Calà alla Capannina di Forte dei Marmi, teatro del film ‘Sapore di Mare’, continua a portare avanti i suoi show di improvvisazione salendo sul palco e rinvigorendo il ricordo dei suoi film cult che lo hanno reso famoso tra gli anni ’70 e ’80. Un successo partito con i Gatti di Vicolo Miracoli ma che poi, pian piano, si è spento. Non dal punto di vista del ricordo da parte degli appassionati e dei suoi fan, ma per quel che riguarda la sua professioni di attore.

A parte qualche sporadica apparizione sul grande e piccolo schermo (in pellicole che non hanno riscontrato molto successo), il suo nome è quasi sparito dai titoli di coda e dai cast dei film da cultura popolare italiana (neanche più nei cinepanettoni) e lui, intervistato da Il Giornale, spiega i motivi di questo allontanamento forzato dalle scene e dal successo: «Forse perché non odoro di sinistra e non invoglio i registi. Per carità, non è una lamentela, soltanto una amara considerazione».

Jerry Calà dice di non lavorare perché non odora di sinistra

Una constatazione, neanche troppo amichevole. Negli ultimi tempi, infatti, lo stesso Jerry Calà ha reso noto il suo appoggio per il governo in tandem tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il tutto condito da tweet contro i governi precedenti e ricondivisi anche da Luigi Di Maio sui suoi profili social.

 

Il ritorno dei Gatti di Vicolo Miracoli

Ma parliamo di poco più di un anno fa. La sua assenza dai palcoscenici, invece, ha origine ben più lontana nel passato. A breve tornerà con un film dal titolo ‘Odissea nell’ospizio’: «Uscirà in esclusiva su Chili Tv e dal 2 ottobre presenteremo a Roma, Milano e Verona. I Gatti di Vicolo Miracoli si sono riuniti dopo tanti anni e qualche litigio, ma la magia è sempre la stessa. Umberto Smaila, Franco Oppini, Nini Salerno ed io in un ospizio che però non è così sganciato dalla realtà perché facciamo anche i conti con l’ immigrazione e l’ integrazione. Noi siamo un gruppo che ha litigato e si ritrova in un ospizio in crisi».

(foto di copertina: Maria Consiglia Izzo/Pacific Press via ZUMA Wire)