Ivan Scalfarotto: «Legge sull’omofobia entro l’anno»

di Marco Esposito | 11/06/2014

«La vittoria di Renzi alle Europee è stata purificatrice per la politica. Tra politica e antipolitica gli italiani hanno scelto Renzi e non Grillo. Secondo me ora la legislatura può durare fino al 2018. Come d’altronde vorrebbe il buon senso»

 

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Incontro Ivan Scalfarotto nel suo studio da sottosegretario alle riforme istituzionali e ai rapporti con il Parlamento, pochi giorni dopo la vittoria alle Europee del Pd. Stanza enorme: scrivania, tavolo per le riunioni, un salottino con divano e poltrone. Iniziamo a parlare. La vittoria del Pd è stata tale da non lasciare dubbi o paure, eppure Scalfarotto, pur ottimista, vede un pericolo all’orizzonte.

Ricorda la favola dello scorpione e della Rana?

Quella in cui lo scorpione convince la rana a dargli un passaggio dall’altra parte dello stagno. 

Esatto. La Rana si lascia convincere perché è convinta che lo scorpione non le farà nulla, altrimenti anche lui annegherebbe.

E invece…

E invece lo scorpione punge la rana, ed entrambi fanno una brutta fine. Ecco, ora siamo a questo punto. La rana è Renzi lo scorpione è la politica, il Parlamento per com’è nato nel 2013. Renzi ha la possibilità di portare la politica dall’altra parte dello stagno e se la politica lo dovesse colpire si suiciderebbe.

Lo scorpione poi si giustifica: è la mia natura. Chi in Parlamento ha questa natura un po’ suicida, dopo un voto del genere, un voto che chiede un governo stabile

Temo che qualcuno possa dire me ne frego del voto, affondo Renzi perché è nella mia natura.

A chi pensa?

Gli italiani hanno approvato l’approccio riformatore del governo. E’ come se avessero detto  all’esecutivo: ok, procedi. Nel PD lo hanno capito quasi tutti. Tranne alcune persone, e penso a Corradino Mineo, a Walter Tocci, a Vannino Chiti. A quale elettorato si rivolgono, mi chiedo. Il nostro elettorato ci ha chiesto di andare avanti senza ulteriori indugi.

Vede delle mine sulla strada delle riforme?

Oggi chi fa saltare le riforme si assume la responsabilità di non far fare a Renzi quello che gli italiani gli hanno chiesto. E dovrebbero renderne conto.

Iniziamo dall’Italicum, può cambiare?

Quello che potrebbe cambiare sono alcuni elementi quantitativi della legge, tipo le soglie. Rimangono fermi alcuni punti dell’impianto: una legge maggioritaria che consenta di saper subito chi ha vinto le elezioni e che permetta di governare per 5 anni. Con una netta riduzione del potere di veto dei piccoli partiti. Questi elementi non sono negoziabili.

Qualcuno nel Pd può farsi tentare dall’andare al voto con il Consultellum

Sono radicalmente contrario al voto con il consultellum. Si ritornerebbe alla prima repubblica con M5S che fa il PCI (il partito fuori dal sistema ndr) e il Pd come grande partito di centro, che si allea con questo o quel cespuglio. Sono un convinto bipolarista, anzi un amante del bipartitismo.

Forse però al Pd potrebbe convenire 

Certamente non piacerebbe a Renzi: uno dei suoi punti di forza è provare a fare cose che non convengono a lui, ma al paese. E per il paese un sistema da prima repubblica con un partito per 60 anni al potere non è igienico. L’alternanza è un valore perché impedisce la palude. Se sei costretto a cedere le chiavi dell’armadio più difficilmente lasci degli scheletri dentro

La partita della riforma del Senato sembra più difficile. La vostra proposta è modificabile?

Secondo il disegno del governo il senato è il luogo dove le autonomie vengono rappresentate a livello centrale. È fondamentale che i senatori non siano eletti direttamente dai cittadini. I senatori sono espressione delle autonomie locali, i deputati sono espressione diretta della volontà dei cittadini. Se hai la stessa legittimazione del voto popolare non si capisce perché non hai gli stessi “diritti” del deputato: per esempio votare la fiducia al governo. Deve essere chiaro che non ci può essere una elezione diretta.

Perché quelli che voi avete chiamato i professoroni si sono messi di traverso alla vostra riforma? Difficile sia solo antipatia per Renzi..

La sinistra italiana è fondamentalmente conservatrice. “Meglio nessuna riforma che questa riforma”, questo è il loro motto. Tutti ripetono che la nostra costituzione è la più bella del mondo, ma non lo è certo per il bicameralismo perfetto.

Eppure vi accusano di deriva autoritaria, del fatto che il nuovo Senato unito all’Italicum non avrebbe contrappesi. La maggioranza prenderebbe tutto, fino ai giudici della Corte Costituzionale

C’è una cosa che dimostra la cattiva fede dietro a questo tipo di osservazione. Sono domande che si sarebbero dovuti porre già nel momento della prima legge maggioritaria. Già allora si creava un problema rispetto alle garanzie delle minoranze. E‘ un problema di cui ci si sarebbe dovuti occupare all’epoca. Pensiamo alla vittoria di Berlusconi nel 2008; già allora il sistema di garanzie delle minoranze era sotto stress. Non è un’esigenza che nasce oggi. Se si deve rivisitare il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica o dei giudici costituzionali al fine di tutelare le minoranze parliamone pure. Ma siamo davanti ad osservazioni di tipo strumentale.

Ok, ma quando inizierete a votare la riforma del Senato?

Entro la chiusura del Parlamento per la pausa estiva almeno una camera deve aver votato la riforma.

Veniamo ai diritti Civili. A Giornalettismo abbiamo deciso di aprire una discussione sul tema. Iniziamo dalla legge sull’omofobia, un testo che lei stesso ha portato avanti. Qual è la situazione. Sono passati 9 mesi dall’approvazione alla Camera

Al Senato la situazione è più problematica per una questione di numeri, e anche perché il presidente della Commissione che si sta occupando della legge è Nitto Palma che è meno favorevole al provvedimento.

E’ una legge che le ha attirato molte critiche

Questa è una legge sicuramente migliorabile, ma è stata una conquista storica. Per la prima volta il Parlamento prende una decisione in favore della comunità LGBT. Purtroppo il provvedimento non ha avuto un sostegno convinto della comunità LGBT. Che non solo non l’ha riconosciuta come una buona legge, ma anzi l’ha bocciata come un risultato da rifiutare in blocco

Ha ricevuto accuse molto forti.

Sono stato criticato non sul piano politico, ma accusato di tradimento morale. Per aver portato a casa un accordo che garantisse l’approvazione del provvedimento.

È una cosa che ha vissuto male?

Personalmente no, politicamente invece si. Credo che questo atteggiamento sia il motivo per cui l’agenda dei diritti civili in Italia non si sia mai mossa dalla casella zero. Rigettare qualsiasi cosa che non è ciò che vuoi al 100% è il modo migliore per non ottenere mai nulla. Se tu dici “meglio nessuna legge che questa legge” …non avrai nessuna legge. Nel momento in cui sia il presidente dell’Arcigay sia Mario Adinolfi, partendo da posizioni opposte, arrivano alla conclusione che quella legge non è bene, certamente alla legge non arriva una particolare spinta propulsiva.

Ma con questa maggioranza di governo le sembra realistico riuscire a modificare le leggi sui diritti civili?

Non credo che queste leggi debbano essere necessariamente approvate dalla maggioranza di governo. Ci deve essere uno sforzo di mediazione interno, ma fallito questo tentativo, il Parlamento deve andare avanti, perché bisogna essere convinti del fatto che non c’è modernizzazione del paese senza toccare questi temi.

Quando pensa di portare in aula a Montecitorio la legge sull’omofobia?

Io penso che entro il 2014 noi approveremo la legge sull’omofobia definitivamente, ma avremo anche idee più chiare sui temi dei diritti LGBT. Le libertà e i diritti individuali in Italia sono stati temi completamente abbandonati, siamo culturalmente poco attenti ai diritti e alle libertà dei singoli.

Forse Renzi ritieni questi argomenti non urgenti

Non lo penso. So quanto lui nel corso della sua vicenda politica sia stato fedele alla parola data. Su questi temi Matteo ha preso posizioni non formali. Sui diritti delle persone LGBT ha sempre detto – al contrario di Hollande e Obama – di non essere favorevole ai matrimoni gay, ma di essere pronto ad approvare le unioni civili. Non penso che abbia cambiato idea o che lo consideri di secondaria importanza.

È disposto ad un accordo con il Movimento 5 Stelle per approvare queste leggi?

Prima bisogna provare a mediare all’interno della maggioranza di governo. C’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che “spetta al Parlamento” legiferare su questi temi. Ma non solo, la sentenza impone al Parlamento di legiferare riconoscendo i dirtti dell’unione omosessuale, non dei singoli, ma della coppia in quanto tale; una formazione sociale come prevede la carta costituzionale.

Nella maggioranza si deve partire a ragionare da questo punto. Se partiamo da lì, il più è fatto. Il rischio, altrimenti, è che la Corte, al prossimo ricorso, prenda una decisione, supplendo alle lentezze della politica, come è già successo con la legge elettorale e con la legge sulla procreazione medicalmente assistita.

Si arriverà ad un provvedimento sulle unioni di fatto entro la legislatura?

Si deve. Quantomeno è necessario lavorarci in modo che sia riconosciuto in maniera unanime che lo si è fatto in modo fattivo e concreto.

Ultima domanda, sempre sulla legge sull’omofobia. Chi esprime un’idea contraria al matrimonio omosessuale o alle unioni civili, rischia la galera?

Assolutamente no. E per due motivi fondamentali. Il primo è che qui stiamo parlando dell’estensione della legge Reale-Mancino, che non ha mai colpito le opinioni. Poi c’è la costituzione che protegge la libertà di pensiero eppure, non contenti di questo, ci abbiamo messo l’emendamento Verini che esplicitamente fa salve le opinioni.

C’è anche il tanto discusso emendamento Gitti, che le è costato molte critiche…

È un emendamento che auspico il Senato voglia eliminare. Anche perché dice male ciò che è già contenuto nell’emendamento Verini.

(L’emendamento Gitti sancisce che non costituiscono discriminazione aggravata dall’omofobia le opinioni “assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni” ndr)

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