Per Il Giornale l’Islam esulta per il reddito di cittadinanza

di Enzo Boldi | 12/03/2019

Il Giornale Islam reddito di cittadinanza
  • Il Giornale fa un titolo provocatorio: «L'Islam tifa 5 Stelle: ‘grazie per il reddito’»

  • Nell'articolo si parla di alcuni video diffusi sui social che spiegano il provvedimento in lingua islamica

  • Si fa una distinzione per religione, tipica del Medioevo e delle Crociate

Nei giorni scorsi si era accesa la polemica sulla possibilità che il reddito di cittadinanza potesse andare anche ad alcune famiglie malavitosi, con alcuni membri del clan Spada di Ostia in fila ai Caf e alle Poste per presentare i moduli per la richiesta del sussidio voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio è corso ai ripari, spiegando che a loro non andrà neanche un centesimo (anche se nel testo, ancora da approvare, non c’è alcun riferimento all’impossibilità di concedere il sussidio a condannati e pregiudicati). Ora Il Giornale prova ad acuire ancora di più l’indignazione – già ai massimi livelli – degli italiani, con un titolo e un articolo provocatorio che parla di un Islam che tifa M5S e che ringrazia per il reddito di cittadinanza.

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Il titolo che compare in apertura della prima pagina de Il Giornale di martedì 12 marzo recita: «L’Islam tifa 5 Stelle: ‘grazie per il reddito’». Come se la religione e la fede fosse un problema da estirpare. Anzi, secondo questo titolo – e anche nelle allusioni che vengono fatte all’interno del pezzo a firma Alberto Giannoni – l’intera comunità festeggia per un provvedimento che gli consentirà di portare a casa dei soldi. Si parla di video sul web che spiegano, in lingua islamica, come poter richiedere il reddito di cittadinanza, quali requisiti occorra avere e quali documenti presentare ai Caf, alle Poste o tramite il portale dedicato. Il video è comparso sulla pagina Facebook ‘Bangladesh in Italy’.

Per Il Giornale l’Islam ringrazia per il reddito di cittadinanza

Nell’artico de Il Giornale si fa anche riferimento anche ad alcuni volantini diffusi nelle Moschee per spiegare il funzionamento del provvedimento, aperto alle richieste dei cittadini dallo scorso 6 marzo, sottolineando come la rete di welfare dell’Islam in Italia sia una delle meglio organizzate e il ‘ringraziamento’ viene estrapolato da alcuni commenti di chi risponde ai video con un ‘grazie per le informazioni’. Poi vengono riportate anche le parole di Davide Piccardo, ex coordinatore dei centri islamici di Milano, che sottolinea come 271mila stranieri (che nel pezzo vengono chiamati continuamente immigrati) potranno fare richiesta per il reddito di cittadinanza.

La lotta tra religioni ci riporta nel Medioevo

L’articolo contiene alcune verità, ma è la narrazione che rende il tutto quasi aberrante. Un discorso impostato sulla base di una distinzione di religione riporta alle memoria una storia già vissuta. Non si poteva – come poi testimoniato dai fatti – concedere un sussidio solo agli italiani, perché contrario qualsiasi principio costituzionale e il governo, con altissima probabilità, dovrà già rivedere la propria posizione sulla questione dei ‘dieci anni di residenza in Italia’ per poter richiedere il reddito di cittadinanza. La lotta di religione è un qualcosa che risale al Medioevo e tornare a quell’Era storica non farà star meglio gli italiani, mentre si continua quotidianamente a sottolineare quel ‘noi non siamo come loro’ per foraggiare i mal di pancia.

(foto di copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO + Prima pagina de Il Giornale di martedì 12 marzo 2019)