Le intercettazioni della gang di Corinaldo: «Andavamo avanti a sgasare, lo facevo anche per non pagare»

di Gaia Mellone | 04/08/2019

Le intercettazioni della gang di Corinaldo: «Andavamo avanti a sgasare, lo facevo anche per non pagare»
  • Arrestati 7 ragazzi presunti autori della strage di Corinaldo

  • L'8 dicembre alla discoteca Lanterna Azzurra seminarono il caos spruzzando spray al peperoncino per rubare: morirono 6 persone

  • La sfrontatezza dei giovani emersa nelle intercettazioni

Sono sette i ragazzi arrestati per la strage di Corinaldo dell’8 dicembre 2018, quando spruzzarono dello spray urticante per creare il caos e poter derubare le persone che attendevano di entrare nella discoteca Lanterna Azzurra per il concerto del trapper Sfera Ebbasta. Morirono 6 persone e 120 rimasero ferite, ma la “gang” non si fermò, e continuò le scorribande.

Le intercettazioni della gang di Corinaldo: «Andavamo avanti a sgasare, lo facevo anche per non pagare»

Poter rubare: questa è la motivazione dietro alle terribili morti di Corinaldo.  Nell’ordinanza del gip di Ancona in merito agli interrogatori agli arrestati per quanto accaduto alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo lo scorso dicembre, vengono riportate anche le affermazioni fatte dai giovani ignari di essere intercettati. «Siamo andati alla festa e sono morti in sei … se ci pensi fa male», «vecchio, spray, iniziava a tossire fra, la gente che urlava, la gente che iniziava a cadere, io ho saltato tre persone fra, ho passato certe cose fra..», «andavamo avanti a sgasare. Io le facevo… per riuscire anche a non pagare fra, lo usavamo anche per non pagare. Mamma mia fra ci aveva preso la mano!». Dalle loro parole emerge una inquietante noncuranza per quanto accaduto, per le morti provocate. Il gruppo infatti ha continuato la propria “attività” dopo Corinaldo come se nulla fosse. Anzi, erano tentati di continuare a delinquere la sera stessa, quando dopo il caos incontrarono proprio Sfera Ebbasta in autogrill. «Sfera Ebbasta è solo un pagliaccio» dice uno dei ragazzi, «ci stavo per litigare in autogrill» spiegando all’amico che voleva rubargli «la collana quella con la chitarra fra… li se non era stato per i morti te lo giuro, lì gliela faceva, lo guardava in un modo…».

Giovani tra i 19 e i 22 anni che, stando alle dichiarazioni rilasciate dal capo della procura di Ancona, Monica Garulli, «svolgevano prevalentemente lavori saltuari o non lavoravano» e  «avevano un tenore di vita abbastanza alto, dovuto anche alle attività delittuose».

(credits immagine di copertina: ANSA/PASQUALE BOVE)

 

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