Gli haters di Mattarella indagati per offesa all’onore del presidente, c’è anche un prof universitario
11 indagati, perquisizioni in tutta Italia da parte dei Ros

C’è anche un professore universitario di 53 anni tra gli indagati – e tra le persone che sono state perquisite – questa mattina, con un’ordinanza emessa dal procuratore della Repubblica di Roma Eugenio Albamonte ed eseguita dal nucleo dei Ros in diverse province italiane, da Roma a Latina, passando per Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania. Ci sono 11 indagati, tra gli haters Mattarella, con l’accusa di offesa all’onore del capo dello Stato e istigazione a delinquere: nel mirino il comportamento sui social network degli indagati, d’età compresa tra i 44 e i 65 anni, che nei mesi scorsi avevano rivolto pesanti offese e minacce di morte via social network al presidente della Repubblica, in occasione delle nuove restrizioni causate dalle misure di contenimento della pandemia in Italia.
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Haters Mattarella, 11 indagati dalla procura di Roma
Secondo la procura, quanto fatto dalle persone coinvolte andrebbe a configurare «plurime condotte offensive nei confronti del capo dello Stato, che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più alte istituzioni del Paese. Numerosi sono stati i post e i contenuti multimediali offensivi rilevati dal Ros tra aprile 2020 e febbraio 2021».
Fanno discutere soprattutto l’età e le competenze di alcuni degli indagati. In modo particolare, uno di questi è un docente universitario che avrebbe utilizzato VKontakte – un social network del tutto simile, nei meccanismi e persino nelle grafiche, a Facebook, molto utilizzato in Russia – per esternare i suoi pensieri contestati dagli inquirenti nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Pare che, in alcuni casi, ci sia una diretta correlazione tra gli indagati e ambienti legati all’estrema destra, soprattutto gravitanti intorno a gruppi che – nel corso delle ultime fasi della pandemia – hanno organizzato manifestazioni di piazza. A carico degli 11 indagati sono scattati anche sequestri di materiale informatico e di device in generale.
Nel mese di marzo, le azioni del procuratore Albamonte si erano concentrate nei confronti di altri 10 indagati, con perquisizioni che si sono verificate soprattutto nel Lazio, a Viterbo, a Marino e ad Aprilia. Una vera e propria task force per combattere l’odio feroce nei confronti del capo dello Stato, troppe volte bersaglio – così come altre istituzioni italiane – di messaggi offensivi e di minacce di morte sui social network, in un contesto assolutamente pubblico.