Hallow, l’app che vende la preghiera a 70 dollari l’anno

Federica Basili 26 Mar 2026
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L’app di meditazione religiosa più scaricata al mondo è al centro di un dibattito che va  oltre la fede 

Hallow Viene lanciata nel 2018 da Alex Jones che, dopo aver allontanato la fede per motivi personali, decide di riavvicinarcisi e percepisce un potente il bisogno di un “metodo” per la preghiera. Oggi Hallow supera i 20 milioni di download e si classifica come l’app “cattolica di preghiera numero uno al mondo. Ma cosa offre? 

Contenuti audio di ogni tipo come rosari, meditazioni guidate, musica cattolico cristiana, letture bibliche spiegate e molto altro, ma nulla è gratuito! Nemmeno per i più fedeli: il costo dell’abbonamento infatti può andare dai 10 dollari al mese fino a circa 70 dollari l’anno.  

La missione iniziale, dunque, era quella di rendere accessibile la preghiera a tutti in modo incondizionato, ritrovare uno spazio con Dio nelle pratiche giornaliere nonchè accompagnare la fede quotidiana con piccoli gesti eseguibili dal proprio smartphone.  

Ma perchè far pagare un’app del genere? 

“Sapevamo di dover creare qualcosa di alta qualità. Qualcosa che fosse all’altezza dei migliori al mondo, sia in termini di design che di tecnologia e contenuti. Dovevamo creare un team con i migliori talenti tecnici del mondo.” Si legge sul sito di Hallow. 

Doveroso anche ribadire il secondo concetto, molto più cristiano: “Ci rendiamo conto che molti non possono permettersi di acquistare l’abbonamento e noi, in quanto organizzazione cristiana, dobbiamo dare la priorità a coloro che vivono in condizioni di povertà. Per questo abbiamo deciso di regalare molti dei nostri contenuti per sempre. Abbiamo migliaia di sessioni disponibili gratuitamente per sempre: il rosario quotidiano, il vangelo quotidiano, centinaia di meditazioni, musica e molto altro”. 

Oggi l’app conta più della metà degli utenti under 35 National Catholic Reporter e ha ricevuto l’endorsement di celebrity come Mark Wahlberg, Chris Pratt e Jonathan Roumie, l’attore che interpreta Gesù nella serie The Chosen. 

L’americano scintillio apparentemente edificante però, cela sempre qualcosa che in superficie non si nota. Basta grattare un poco per trovare un sottotesto che ha generato polemiche su più fronti — e da direzioni politiche e religiose opposte. 

 I soldi dietro la preghiera 

Hallow ha raccolto finanziamenti per oltre 157 milioni di dollari: tra gli investitori più noti Peter Thiel e JD Vance. UnHerd Il primo è il miliardario cofondatore di PayPal e presidente di Palantir Technologies, uno dei finanziatori più influenti dell’ala trumpiana del Partito Repubblicano. Il secondo è l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti. Al 2022, Vance deteneva due quote di Hallow, ciascuna dal valore compreso tra 1.001 e 15.000 dollari.  

 

Oggi l’intreccio tra la preghiera e due figure centrali dell’universo MAGA ha sollevato interrogativi e polemiche che vanno oltre la semplice curiosità.  

La privacy policy di Hallow consente la condivisione dei dati degli utenti con i propri investitori: l’app raccoglie nome, email, indirizzo IP, numero di telefono e persino le voci del diario di preghiera personale. In pratica le riflessioni spirituali più intime degli utenti potrebbero teoricamente finire nelle mani di chi ha un interesse politico diretto a raggiungere i cattolici praticanti. 

Jamie Manson, presidente di Catholics for Choice, ha dichiarato a Vice News che “forze di estrema destra stanno investendo enormi somme nello sviluppo di app cattoliche come Hallow che si presentano come risorse spirituali, ma in realtà sono tentativi appena velati di dare un volto nuovo a credenze retrograde su genere, sessualità e salute riproduttiva”.   

La scelta dei testimonial e degli sponsor ha creato più di un problema 

Il caso più clamoroso riguarda Russell Brand. Nell’aprile 2025, Hallow ha tagliato i ponti con l’attore e comico britannico dopo che quest’ultimo è stato incriminato per stupro e altri reati sessuali. Prima di quella decisione, però, l’app lo aveva utilizzato come volto per promuovere la campagna quaresimale, ignorando — o sottovalutando volutamente — che Brand era già da tempo sotto indagine per violenze sessuali denunciate da undici donne. Una scelta giudicata “di cattivo gusto” all’epoca già dalla redazione di Where Peter Is, sito web e blog cattolico statunitense. 

Nel novembre 2023, Hallow aveva ricevuto critiche da cattolici conservatori, tra cui l’attivista anti-abortista Lila Rose, per aver ingaggiato l’attore irlandese Liam Neeson, da sempre sostenitore del diritto all’aborto e parte attiva nella campagna che aveva portato all’abrogazione dell’ottavo emendamento della Costituzione irlandese. Da Hallow avevano risposto ribadendo lo scopo dell’app di riunire tutto il modo dei fedeli.  

E poi c’è il caso Tucker Carlson. Nel febbraio 2024, l’annuncio che Hallow avrebbe sponsorizzato il programma del controverso conduttore conservatore durante la Quaresima ha scatenato un’ondata di disdette e annunci di boicottaggio.  

La scelta di associarsi a Carlson — che in quel periodo era finito sotto accusa anche per aver dato spazio senza adeguato contraddittorio all’ultranazionalista e antisemita Nick Fuentes — ha reso evidente come l’app stesse progressivamente costruendo un’identità editoriale orientata verso l’America religiosa e conservatrice. 

Polemiche dalla pancia del conservatorismo cattolico 

Le contestazioni a Hallow non vengono solo dalla sinistra progressista, ma dalle viscere del mondo cattolico conservatore americano. La rivista cattolica conservatrice Crisis ha criticato l’app definendola “superficiale”. Giles Fraser, sacerdote anglicano e editorialista di UnHerd, ha paragonato il modello in abbonamento alle indulgenze medievali, chiedendosi quanto sia lecito guadagnare dalla religione, e ha sottolineato come l’app abbia un fatturato annuo stimato di 51,4 milioni di dollari pur non pubblicando i propri bilanci. Vendere tempo di preghiera è come vendere l’acqua in bottiglia: la si può prendere gratis dal rubinetto, ma il marketing riesce a convincerci a pagare. 

Tra i content creator presenti sull’app figurano anche voci legate al movimento per l’astinenza sessuale e al progetto Chastity, che nelle sue pubblicazioni sostiene che “il sesso sicuro è una bugia” e include storie di persone che celebrano di aver abbandonato “la mentalità LGBTQ+”. Una presenza che ha alimentato le accuse di chi vede nell’app non uno strumento spirituale neutro, ma un ecosistema ideologico ben preciso. 

 Il caso Gwen Stefani e l’accusa di “MAGA makeover” 

L’episodio più recente e visibile ha riguardato Gwen Stefani. Quando la cantante ha annunciato la propria partecipazione alla sfida quaresimale di 40 giorni dell’app, è stata travolta da accuse di essersi sottoposta a una “MAGA makeover”. Il punto non era tanto la fede cattolica della Stefani — nota e dichiarata — quanto le implicazioni politiche di associarsi a un’app finanziata da Thiel e Vance. Sui social sono circolati commenti come “find your God for only $70 a year, funded by JD Vance” e richiami alla distanza siderale tra la Stefani punk di No Doubt e la sua versione attuale. 

Cosa rimane 

Hallow non è un caso semplice. Da un lato è un prodotto genuinamente apprezzato da milioni di persone per la qualità dei contenuti spirituali. Dall’altro è il punto di intersezione tra Silicon Valley, la politica conservatrice americana, celebrity marketing e dati personali sensibili — il tutto confezionato nel formato rassicurante di un’app di meditazione. 

Chi scarica l’app oggi sa con chi sta condividendo il proprio diario spirituale?