L’sms del Pd dopo l’incontro con M5S: «Non ci sono problemi insormontabili»

di Gianmichele Laino | 23/08/2019

governo Pd-M5S

Scoccano quasi le due ore di incontro. E iniziano a squillare i cellulari degli esponenti del Partito Democratico. Nelle chat dei parlamentari trapela un certo ottimismo. In modo particolare, arriva un messaggio molto significativo dagli esponenti della delegazione che oggi a Montecitorio hanno avviato la trattativa con il Movimento 5 Stelle per un eventuale nuova maggioranza di governo Pd-M5S che possa scongiurare delle elezioni anticipate.

Governo Pd-M5S, il primo passo

«Non ci sono problemi insormontabili» – recita il testo del messaggino. Un sospiro di sollievo per i dem che vedono in questa trattativa non soltanto la possibilità di andare al governo, ma anche quella di scongiurare una scissione all’interno del partito. Ora, occorrerà capire se anche dall’altro lato – sponda M5S – si è avuta la stessa impressione. La sensazione è, come in ogni trattativa, che si siano gettate le prime fondamenta. Ma occhio, perché da qui alla chiusura ci vuole ancora tempo. E da oggi a martedì – giorno indicato da Mattarella come data ultima per un nome e per le consultazioni – potrebbero succedere ancora tante cose.

I pentastellati hanno chiesto al Partito Democratico delle generiche garanzie sul taglio dei parlamentari e sul rispetto del primo punto dettato da Luigi Di Maio dal leggìo del Quirinale. Ma in generale, fonti M5S, hanno parlato di un clima costruttivo.

Il silenzio chiesto da Zingaretti sul governo Pd-M5S

Il primo round, quello conoscitivo, sembra essere andato bene, come confermato anche dal capogruppo alla Camera dem Graziano Delrio: «C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità».

Difficile che arrivino dichiarazioni non autorizzate da esponenti del Partito Democratico. Nicola Zingaretti, dopo l’audio di Matteo Renzi di questa mattina, ha chiarito che frasi del genere non possono far altro che compromettere la trattativa con i pentastellati. Per questo ha fatto appello al senso di responsabilità e ha chiesto che non venissero rilasciate dichiarazioni non autorizzate. In più, ha difeso Paolo Gentiloni dall’attacco di Renzi: «Impossibile che il presidente del Partito Democratico abbia provato a tradire il mandato che gli è stato affidato».

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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