Global Warming: le foto di Guadalajara ci dicono che non c’è più tempo

di Daniele Tempera | 01/07/2019

  • Un'eccezionale grandinata si è abbattuta sulla città messicana disseminando le strade di ghiaccio

  • La reazione del Governatore della città: «Ecco cosa vuol dire riscaldamento globale, mai visto niente di simile»

  • L'ennesima conferma del legame, già teorizzato dagli scienziati, tra riscaldamento globale ed eventi climatici estremi

Al di là delle buone intenzioni, e delle mobilitazioni, il problema (epocale) del riscaldamento globale, è tuttora un tema marginale nelle agende politiche dei leader di mezza Europa e mezzo mondo. Quando la problematica non è esplicitamente rinnegata (è il caso dell’amministrazione Trump) incontra ancora grandi resistenze, a discapito di evidenze sempre più concrete. Sì, perché non solo i report degli scienziati, ma anche gli effetti del riscaldamento globale, ci indicano che non c’è ormai troppo tempo per agire per invertire la rotta. L’ultima evidenza viene dalle foto di Guadalajara di ieri, colpita da una grandinata così violenta, da sembrare quasi un’eccezionale nevicata.

Il Governatore: “Ecco cos’è il riscaldamento globale, mai visto nulla di simile”

Una coltre di ghiaccio, a tratti pari a due metri, che ha investito veicoli e oggetti e sommerso completamente le strade della città.

«Se vi chiedete se il cambiamento climatico sia reale, questi sono fenomeni mai visti prima, è assolutamente incredibile» ha scritto il Governatore della città messicana. Perché se le grandinate possono essere una consuetudine, specie in questo periodo dell’anno, niente è paragonabile a quanto avvenuto ieri.

E mentre i bambini giocano a “palle di neve” fuori stagione e la Protezione Civile è impegnata nel rimuovere il ghiaccio, le prime stime parlano di circa 200 abitazioni e negozi che hanno riportato gravi danni e almeno 50 veicoli spazzati via, alcuni seppelliti dalla grandinata.

Secondo gli scienziati gli eventi climatici estremi sono una conseguenza diretta del “Global Warming” e potrebbero aumentare del 50% entro il 2100. Rappresentano una vera e propria calamità in grado di scatenare migrazioni epocali, penalizzare economie (i danni di questi eventi ai raccolti sono incalcolabili) e modificare tenori e stili di vita, mentre l’apertheid climatico potrebbe segnare un confine sempre più palpabile tra ricchi e poveri del Pianeta. Un quadro che sembra essere drammaticamente destinato a peggiorare. E il conto alla rovescia è già partito da tempo.