Giusy Vena dimostra che l’arte può essere spiegata anche su TikTok
Il suo progetto Less is Art ha quasi 20mila followers sul social network

C’è il concetto di bellezza, che sta sempre alla base di tutto. Poi, c’è il modo per spiegarla – in maniera semplice – a tutti gli altri, in mezzo a un mondo che, purtroppo, alla bellezza riserva sempre meno spazio. Giusy Vena, laurenda in Storia dell’Arte, ha 27 anni e un obiettivo ben preciso: quello di divulgare l’arte contemporanea su TikTok, attraverso il suo progetto Less is Art. Quasi 20mila followers e la voglia di far capire a tutti che di un’opera di Lucio Fontana può essere spiegata anche sfruttando il canale dei video, delle challenge e della musica d’intrattenimento.
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Giusy Vena spiega il suo modo di divulgare l’arte su TikTok
«L’arte è accessibile a tutti, se parliamo di ingresso nei musei o nelle gallerie. Certo, io sarei sempre per l’estensione dei biglietti gratuiti – ci dice -. Ma è un discorso troppo ampio. L’acquisto di opere d’arte, invece, è ancora una cosa fuori dalla portata, soprattutto dei più giovani. Si può comunque amare l’arte senza per forza avere delle opere originali nel proprio soggiorno». Il principio è proprio questo: l’amore per l’arte. Dovrebbe bastare questo a farci avvicinare a un patrimonio che, soprattutto in Italia, è ricchissimo e vario. Dovrebbe essere un tratto identitario, alla portata dei più giovani. Invece, spesso, si nasconde dietro la barriera e il muro di parole dei libri di storia dell’arte o delle lezioni a scuola.
Giusy Vena con il suo Less is Art cerca di abbattere questi luoghi comuni e di individuare una terza dimensione per la divulgazione dell’arte contemporanea, quella dei video sui social network. È facile aggiungere suggestioni per rendere accattivanti gli argomenti affrontati. Imitare L’Urlo di Munch, ad esempio, o descrivere il proprio primo bacio con la famosa opera d’arte di Klimt: un modo per viaggiare tra le correnti artistiche e condividere l’esperienza con un pubblico ampio.
«Se non avessi studiato arte – ci dice, del resto – non so cosa avrei fatto. E al momento non mi vedo in nessun altro luogo che non sia in mezzo all’arte». Ci sono i libri, nell’immediato futuro di Giusy Vena, poi ci sono i paesaggi, quelli veri – ripresi dal suo smartphone – o quelli raffigurati nelle tele conservate nei musei. Poi c’è lei che, sfruttando i social network, cerca di farli arrivare anche a chi di arte è spesso a digiuno.