Per Giulia Bongiorno le donne che denunciano si dividono in «isteriche o in pericolo di vita»

di Redazione | 29/03/2019

Giulia Bongiorno
  • Giulia Bongiorno ha presentato la legge 'Codice rosso' contro la violenza sulle donne

  • Nel farlo ha utilizzato una espressione infelice, molto criticata dal web

  • "Capiremo se le donne sono isteriche o in pericolo di vita"

Non proprio l’espressione più felice, diciamola con un eufemismo. Il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, eletta in parlamento con la Lega, ha parlato della legge ‘Codice Rosso‘ quella che andrà a tutelare le donne vittima di violenza. Nel farlo ha spiegato perché la nuova norma sarà più efficace e come farà a inasprire le pene per gli stupri e per atti di violenza sui minori. Ma ha utilizzato due categorie di pensiero che hanno fatto storcere il naso a più di qualcuno.

La frase infelice di Giulia Bongiorno sulle donne isteriche

Giulia Bongiorno, infatti, si è recata negli studi di Sky Tg 24 per parlare del provvedimento. Il ministro ha affermato che grazie al Codice rosso: «Una donna che fa una denuncia per stupro deve essere ascoltata dal pm o dal pg entro tre giorni. Così si può appurare immediatamente se si ha a che fare con un’isterica o con una donna in pericolo di vita e, in tal caso, salvarla».

Cosa prevede la legge ‘Codice Rosso’

La frase della Bongiorno è entrata anche in un suo tweet per promuovere l’iniziativa del Codice Rosso e per spiegare il dibattito parlamentare andato in scena nella giornata di ieri. Con il Codice Rosso, la legge inasprisce le pene per i reati di violenza sessuale (da 5-10 anni a 6-12 anni), introduce il reato di sfregio del volto punito con 14 anni di reclusione, per chi violenta bambini sono previsti 24 anni di carcere, prevede una corsia preferenziale per le denunce, indagini più rapide sui casi di violenza alle donne e l’obbligo per i pm di ascoltare le vittime entro tre giorni.

Tuttavia, la frase di Giulia Bongiorno sulle «donne isteriche» non è passata inosservata. Selvaggia Lucarelli – che ieri ha vissuto una giornata istituzionale, presentando la legge sul revenge porn proposta dal M5S al Senato -, ad esempio, ha detto che è molto triste leggere questa definizione di donna da parte di un ministro che è anche presidente di un’associazione che punta a difenderle e a tutelarle:

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI