Giletti afferma che i virologi come Burioni e Pregliasco devono dire: abbiamo sbagliato

di Redazione | 11/06/2020

Massimo Giletti

Massimo Giletti si avvia verso la conclusione della stagione 2019/2020 di Non è l’Arena, il programma che da qualche anno sta facendo registrare degli ascolti interessantissimi su La7. Va da sé che l’ultima stagione di Non è l’Arena è stata contrassegnata dalla pandemia del coronavirus, con l’impossibilità di affrontare anche gli altri temi che avevano caratterizzato la trasmissione nelle sue stagioni precedenti. Una sorta di obbligo morale nei confronti dei cittadini che, in quella fase dell’emergenza, avevano bisogno di informazioni su quello che stava succedendo intorno a loro.

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Massimo Giletti e le scuse che i virologi ci dovrebbero fare

Con un gioco di parole, Giletti – in una lunga intervista al Corriere della Sera – ha affermato che il coronavirus «ha infettato anche la scaletta». Nonostante questo, però, la trasmissione è stata sempre molto parca nell’invitare – davanti alle proprie telecamere – i virologi che, invece, in altri programmi hanno spopolato, dando indicazioni sempre aggiornate e diverse, a seconda dell’evoluzione della malattia.

Secondo Giletti, non bisognava essere teneri con i virologi. E lo ribadisce in un passaggio dell’intervista: «La scienza è in continuo divenire, procede per test e tentativi, non arriva subito al risultato: quello che contesto ai Burioni e ai Pregliasco è che non abbiano avuto l’onestà di dire: abbiamo sbagliato».

Come Giletti ha affrontato il coronavirus dal punto di vista sanitario

Massimo Giletti, nel corso delle puntate di Non è l’Arena dedicate al coronavirus, ha messo in evidenza alcune contraddizioni che arrivavano dal mondo accademico. Di contro, ha parlato molto delle sperimentazioni che si stavano facendo in Italia – come quella del plasma iperimmune del dottor Giuseppe De Donno – o dei farmaci che erano stati indicati come potenziali cure per il coronavirus. Tra questi, è abbastanza noto l’Avigan, presentato in un video che arrivava dal Giappone da un ragazzo italiano.

Del resto, bisognerebbe capire anche quali siano stati gli errori che Giletti ha contestato ai virologi. Roberto Burioni, già da prima dei contagi italiani di coronavirus nel nostro Paese, aveva affermato che l’epidemia si sarebbe potuta diffondere anche in Italia. Tanti altri virologi hanno diffuso informazioni utili per fronteggiare la pandemia, mentre è chiaro che nella comunità scientifica – almeno all’inizio – ci siano stati contrasti per fronteggiare un fenomeno che nessuno conosceva ancora, essendo una assoluta novità.

In ogni caso, le parole di Giletti fanno riflettere: il suo pubblico è molto numeroso e rappresentativo del comune sentire di una cospicua parte di telespettatori.