La top 5 delle gaffe di Luigi Di Maio

di Redazione | 29/03/2017

gaffe luigi di maio

Cambiare nome al sociologo Luciano Gallino chiamandolo «psicologo Gallini» è solo l’ultima di una serie di gaffe del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Diverse volte sue uscite infelici in tv o sui social hanno scatenato un’ondata di critiche dal mondo della politica e ironia sul web. Ecco (dopo quella relativa al ministro del Lavoro Giuliano Poletti) la top 5 degli scivoloni del probabile candidato premier del Movimento 5 Stelle.

GAFFE LUIGI DI MAIO

«Soru indagato per riciclaggio». 15 maggio 2014. Alla vigilia delle Elezioni Europee Di Maio, in tv, nel corso del programma di La7 Otto e Mezzo, attacca il Pd sulle candidature. «Il Pd – dice ad Alessandra Moretti – non ha imparato visto che hanno candidato alle europee imputati e indagati, personaggi come Soru, indagato per riciclaggio: andava a portare i soldi nei paradisi off shore, secondo le accuse». In realtà quella accusa non c’è. La riposta dell’imprenditore sardo non si fa attendere: «Ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela per diffamazione», fa sapere in una nota. «Quanto detto dall’esponente grillino è totalmente falso e privo di ogni fondamento, l’indagine in corso ha riguardato un’errata interpretazione sull’imponibilità fiscale di una mia partecipazione all’aumento capitale di Tiscali nel 2009».

«Lobby dei malati di cancro». 21 luglio 2016. Il vicepresidente della Camera sulla propria pagina Facebook, presentando uno studio dell’attività del M5S, parla di lobby e cita quella «dei malati di cancro». Si alza un polverone. Il mondo politico si scatena contro Di Maio. Che rimedia in un nuovo post, affermando che l’accostamento tra lobby degli inceneritori e lobby dei malati di cancro «può essere apparso infelice» ma «in Parlamento ci sono portatori di interessi negativi, come quelli degli inceneritori, e portatori di interessi positivi, come quelli appunto delle associazioni dei malati di cancro».

«Pinochet in Venenzuela». 13 settembre 2016. Di Maio, in piena campagna referendaria, attacca il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi. In un post su Facebook parla delle continue proteste alle iniziative pubbliche del premier, confondendo in un passaggio il Venezuela con il Cile. «Ha occupato con arroganza la cosa pubblica, come ai tempi di Pinochet in Venezuela», scrive sulla sua bacheca. L’errore geografico fa il giro del web. E il deputato M5S corregge il messaggio.

 

gaffe luigi di maio
(Immagine: screenshot da Facebook)

 

«Spiano… venissero spiate… spiassero». 13 gennaio 2017. Il vicepresidente della Camera sbaglia tre volte di seguito l’uso del congiuntivo in alcuni messaggi postati sui social network: due volte su Twitter e una su Facebook. «Se c’è il rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini?», è il primo messaggio di Di Maio, su Twitter. Alcune ore dopo arriva la modifica. «Se c’è rischio che massime istituzioni dello Stato venissero spiate qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini?». Gli utenti cominciano a fare battute. La terza versione, con nuovo errore, arriva su Facebook: «Se c’è il rischio che due soggetti spiassero le massime istituzioni dello Stato qual è il livello di sicurezza…».

 

gaffe luigi di maio
(Immagine: screenshot da Twitter)

 

«Lo psicologo Gallini». 28 marzo 2017. Intervenendo a Carta Bianca, il programma di Bianca Berlinguer su Raitre, Di Maio sbaglia nome e professione del noto sociologo Luciano Gallino, scomparso nel 2015 e più volte autore di articoli per il quotidiano La Repubblica. Il vicepresidente della Camera, parlando dei certificati di credito fiscale, afferma: «Non ce li siamo inventati noi ma economisti come Ortona e il defunto psicologo Gallini che ha scritto proprio sul giornale di Giannini».

(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)