Libero sul #freenipplesday: «Troppo facile lasciare le tette libere per 24 ore, imbarcatevi come Carola»

di Redazione | 26/07/2019

freenipplesday
  • Per il 27 luglio, due allieve dell'Ert hanno indetto il freenipplesday

  • Invitano le donne a recarsi al lavoro o in centro città senza reggiseno

  • Libero critica: "Imbarcatevi piuttosto su una barca come Carola Rackete"

Vi abbiamo già parlato dell’iniziativa del freenipplesday prevista per sabato 27 luglio e lanciata da due allieve torinesi dell’Ert (Emilia-Romagna teatro), Nicoletta Nobile e Giulia Triviero. La loro forma di protesta è quella di invitare le donne a recarsi al lavoro o in negozi o ancora in centro città senza reggiseno per un giorno. Tutto questo per protestare contro i commenti che si sono diffusi sul web – molti dei quali veicolati da un articolo di Libero sul tema – in merito alla scelta di Carola Rackete di presentarsi in procura ad Agrigento senza reggiseno sotto a una maglietta nera.

Freenipplesday, la critica di Libero all’iniziativa

Oggi, Libero vuole commentare l’iniziativa e affida il commento a Tommaso Montesano. Quest’ultimo fa notare che un gesto come questo non aiuta effettivamente la causa che le due allieve dell’Ert vogliono sposare. Secondo il giornalista – che ha fatto un po’ la cronistoria dell’iniziativa, citando anche l’articolo di Libero sul reggiseno di Carola Rackete -, sarebbe più opportuno manifestare solidarietà lla capitana della Sea Watch 3 facendo quello che ha fatto lei prima di recarsi in procura.

«Troppo comodo solidarizzare con lei – scrive il giornalista di Libero in chiusura di pezzo – limitandosi a solidarizzare con lei, lasciando le tette libere sotto la canottiera per 24 ore». Insomma, il freenipplesday, nato in rete con tanto di hashtag, non sarebbe il modo migliore per protestare. Più utile, invece, sarebbe – secondo Liberoimbarcarsi su una nave, sperimentare da vicino le ristrettezze della vita in alto mare (l’assenza di comodità, il bagno e la doccia di fortuna, i letti improvvisati su cui dormire, la dura fatica nel dover governare una barca). L’invito è esplicitamente rivolto a Nicoletta Nobile e Giulia Triviero, che hanno parlato di demonizzazione del corpo femminile per come è stata descritta Carola Rackete (non soltanto al momento della visita in procura senza reggiseno, in verità): «Lasciate per qualche giorno la vostra Torino e salpate insieme alla vostra Capitana».

La provocazione di Libero, ma il perché del freenipplesday va oltre Carola Rackete

Ovviamente, quella di Libero è una provocazione (che ricorda molto quella delle persone che chiedono a chi ancora ha pietà per le morti in mare di ospitare i migranti a casa loro). La battaglia del freenipplesday, infatti, non è circoscritta soltanto all’episodio di Carola, ma da questo prende spunto per parlare di un argomento che dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia: si parla con troppa leggerezza e in termini mai completamente appropriati del corpo delle donne. Ed è un vulnus della nostra società.

FOTO:  ANSA/ PASQUALE CLAUDIO MONTANA LAMPO

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