Francesco Guccini: «Sento odore di regime», «Il M5S? Sono come i Testimoni di Geova»

di Redazione | 16/02/2019

francesco guccini
  • Un duro giudizio di Francesco Guccini sull'Italia e la politica. «Sento odore di regime», ha detto in una video intervista

  • Sul M5S: «Sono come i Testimoni di Geova per la loro sicumera, affermano delle frasi apodittiche»

  • E sul Festival di Sanremo, poi: «Si vedeva che a Baglioni non gliene fregava niente di cantare 'Dio è morto'»

In Italia «sento odore di questo che ha gli aspetti di regime». I 5 Stelle sono come i Testimoni di Geova per la loro «sicumera», per la «faciloneria culturale con cui affermano delle frasi apodittiche» come ‘Abbiamo abolito la povertà’. Matteo Salvini è un furbo che «sta costantemente in tv» e fa solo comizi. È il duro, netto giudizio espresso sulla politica di oggi da uno dei più amati cantautori e scrittori italiani, Francesco Guccini, in una video intervista rilasciata al Corriere della Sera (di Matteo Cruccu). in cui ha presentato il suo ultimo libro, dal titolo ‘Canzoni’.

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Guccini e Sanremo: «Baglioni? Non gliene fregava di cantare ‘Dio è morto’»

Nell’intervista Guccini ha parlato a tutto tondo di musica, testi, politica. Ha commentato anche l’ultimo Festival di Sanremo, durante il quale Claudio Baglioni e Ligabue hanno interpretato il suo famosissimo brano ‘Dio è morto‘. «Lasciamo perdere», ha detto il cantautore lasciando intendere di non aver gradito. E ha spiegato: «Ligabue ha anche cantato abbastanza bene, ma Baglioni sembrava che non ci credesse. Chiaramente era una cosa talmente al di là… era svogliato… non aveva voglia di cantare ‘Dio è morto’. E lo capisco insomma. Tra l’altro era alta per lui. Ha fatto anche fatica a prendere certe note alte. Ma al di là di questo si vedeva che non gliene fregava niente di cantare ‘Dio è morto’».

Guccini ha anche commentato le polemiche per il successo al Festival di Mahmood, considerato da alcuni espressione di un’elite contro il popolo: «Ma è una sciocchezza clamorosa questa, una giuria non sa quello che fanno le altre giurie e quindi non potevano votare contro il popolo, votavano per quello che pare a loro».

«Il M5S? Sono come i Testimoni di Geova per la loro sicumera»

Sulla politica, poi, Guccini ha raccontato: «La Meloni anni fa mi chiamò a un congresso della Gioventù, del Movimento Sociale allora. Ovviamente ho rifiutato. Mi vedono forse in maniera sbagliata. Come un rivoluzionario anarchico, un rivoluzionario vicino alle loro idee rivoluzionarie senza pensare che sono l’antitesi delle loro idee rivoluzionarie, ammesso che ne abbiano».

Il cantatore ha affermato di paragonare i 5 Stelle ai Testimoni di Geova «per la loro sicumera». «Quando parlano, parlano come se pronunciassero delle verità assolute, hanno una sicurezza estrema», ha detto. Sono «come i Testimoni di Geova quando dicono che l’evoluzione non esiste». Ma c’è – ha continuato Guccini – «anche la faciloneria culturale con cui affermano delle frasi apodittiche: ‘Abbiamo eliminato la povertà’. Ma in che senso? Ma cosa vuol dire abbiamo eliminato la povertà? Sarebbe come dire: abbiamo eliminato, non so, i fumatori in auto, abbiamo eliminato i borseggiatori».

«In Italia odore di regime»

Non è mancato un giudizio complessivo sul Paese. Sento «un odore di questo che ha degli aspetti di regime e non mi piace ‘In nome degli italiani’, sempre ‘In nome degli italiani’. C’è gente che dice ‘non in nome mio’. È successo anche ai comizi di Salvini, che ne fa 30mila, è costantemente in tv». E infine, sul leader della Lega: «Non è un imbecille, è un furbo».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIORGIO ONORATI)