La leghista scrisse «Forza Vesuvio» su Fb, assolta perché il post era «intriso di ignoranza»

di Redazione | 17/01/2019

forza vesuvio
  • I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno motivato l'assoluzione di una leghista che scrisse «Forza Etna, forza Vesuvio» su Fb

  • L'ex consigliera provinciale a Monza Donatella Galli nel suo post ha usato un «luogo comune intriso più di ignoranza che di ideologia»

  • Non sarebbe stata messa in atto alcuna «condotta propagandistica»

Scrisse «Forza Etna», «Forza Vesuvio» e «Forza Marsili» su Facebook per offendere i meridionali. È stata assolta perché ha usato un «luogo comune» che risulta, dicono i giudici, «intriso più di ignoranza che di dato ideologico». È la vicenda della ex consigliera provinciale a Monza in quota Lega Nord Donatella Galli, che in primo grado era stata condannata a 20 giorni di reclusione. Lo scorso novembre è stata poi assolta dalla Corte d’Appello di Milano. Il post con il quale Galli si era augurata «una catastrofe naturale nel centro-sud Italia» risale al 2012.

«Forza Vesuvio» su Fb, leghista assolta per un post «intriso di ignoranza»

Nel motivare l’assoluzione la Corte d’Appello ha spiegato che la consigliera in quota Lega ha usato in forma «sgradevole e rozza» un «luogo comune intriso più di ignoranza che di dato ideologico», senza mettere in atto però alcuna «condotta propagandistica». Galli era accusata, in particolare, di aver propagandato «idee fondate sulla superiorità razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali» e di «discriminazione razziale ed etnica». Il processo era partito dopo una denuncia dell’avvocato Angelo Pisani, assistito dal legale Sergio Pisani, parte civile in qualità di presidente della VIII Municipalità di Napoli.

I giudici: «identica rozzezza» degli slogan da stadio

Per la Corte d’Appello, come si legge nelle motivazioni, «l’imputata si è limitata a lasciare un commento ad un post altrui» nel quale era pubblicata una «fotografia dell’Italia ‘dimezzata’». E ha dato sì un «individuale e soggettivo contributo» ad un «luogo comune intriso» di ignoranza, ma la sua non fu propaganda di idee razziste. Secondo la Corte, inoltre, c’è «identica rozzezza e sgradevolezza» negli «slogan beceri» che si sentono negli stadi con «invocazioni verso i vulcani presenti al Sud» contro le «popolazioni residenti nel Meridione», ma anche questi slogan hanno «scarsa attitudine alla ‘propaganda’ ideologica».

«Sono senza parole, è tutto molto triste e incredibile, ci vuole grande forza per andare avanti», ha commentato l’avvocato Angelo Pisani. E ancora: «Sapevo, come s’insegna anche ai bambini, che la legge non ammetta ignoranza. Ma non ci fermeremo davanti a questa sentenza, solleciteremo la procura generale a ricorrere in Cassazione e cercheremo giustizia in ogni sede giudiziaria per la tutela dei fondamentali principi e valori del nostro ordinamento e soprattutto della nostra vita».

(In copertina: l’ex consigliera provinciale leghista a Monza Donatella Galli e uno screenshot del suo messaggio ‘Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili’ su Facebook)

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