La storia del candidato della Lega denunciato per simulazione di reato

Emanuele Rachiele è un candidato della Lega di appena 19 anni: avrebbe simulato di essere stato aggredito da un uomo di colore per acquisire notorietà

di Daniele Tempera | 16/09/2020

Una denuncia per un’aggressione nei pressi del cimitero di Valenza, comune dell’alessandrino, rivelatasi però falsa. Una dichiarazione che è costata a Emanuele Rachiele, dicianovenne disabile e candidato con la Lega alle elezioni comunali una denuncia per simulazione di reato. Rachiele aveva denunciato, insieme a un amico minorenne, di essere stato vittima di un aggressione fuori dal cimitero della cittadina da parte di una persona di colore.  Secondo il candidato leghista l’aggressore avrebbe provato a derubarlo del marsupio. «Ero andato al cimitero sulla tomba di mio nonno – racconta Rachiele – Uscendo, mi stavo dirigendo verso il centro quando sono stato aggredito da un ragazzo di colore. Aveva uno scaldacollo che lo copriva fino al naso. Tentando di prendere il marsupio mi ha strappato la maglia. Ho cercato di chiedere aiuto e, fortunatamente, è passato un mio amico che è riuscito ad allontanare quel ragazzo di colore» aveva riferito il ragazzo alla stampa locale. 

Un’aggressione che aveva allertato l’intera cittadina, ma che in seguito all’inchiesta dei carabinieri locali, si sarebbe rivelata falsa. I giovani avrebbero dichiarato il falso per acquisire notorietà all’interno della comunità locale. Un modo per soffiare sul fuoco dell’intolleranza e acquisire consensi elettorali forse, proprio alla vigilia di un appuntamento importante per tutta la comunità. L’ennesima dimostrazione di ciò che può creare la bulimica comunicazione leghista, pronta a  cavalcare delitti ed efferatezze compiute da immigrati ed extracomunitari.