Il M5S: «Anche Giorgia Meloni vuole reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti»

di Enzo Boldi | 15/06/2019

Finanziamento pubblico
  • Il Movimento 5 Stelle denunci la proposta di legge di Giorgia Meloni

  • Si parla di ripristino del finanziamento pubblico ai partiti

  • I rimborsi elettorali e il 5 per mille ai movimenti politici

Fratelli d’Italia come il Partito Democratico. È questa la sintesi della denuncia presentata dal Movimento 5 Stelle sul loro blog di riferimento. Il tema cardine di questo parallelo è il finanziamento pubblico ai partiti. Secondo quanto riportato dal sito pentastellato, infatti, entrambi i partiti hanno depositato, chi alla Camera e chi al Senato, due proposte per introdurre di nuovo i fondi pubblici e i rimborsi per le spese elettorali, oltre al capitolo che riguarda il 5 per mille.

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«Hanno fatto tutta la campagna elettorale dicendo di essere dalla parte dei cittadini ed ora vorrebbero presentare un conto salatissimo! Il partito di Giorgia Meloni, la quale ha firmato l’iniziativa parlamentare, ha depositato alla Camera la proposta di legge n. 325 sulle ‘norme in materia di riconoscimento della personalità giuridica e di finanziamento dei partiti politici’ – si legge sul Blog delle Stelle -. Quando si tratta di prelevare soldi dalle tasche dei cittadini per depositarli sui propri conti in banca i partiti sono tutti uguali: la Meloni è esattamente come Zanda, Fratelli d’Italia come il PD».

La denuncia del M5S: Giorgia Meloni (FdI) vuole ancora il finanziamento pubblico ai partiti»

Le proposte, quindi, sono due. La prima depositata da Luigi Zanda (Pd) al Senato, la seconda da Fratelli d’Italia – con prima firmataria Giorgia Meloni – alla Camera dei deputati nello scorso mese di marzo. « La proposta depositata al Senato dal PD prevede un gruzzolo da 90 milioni dei soldi dei cittadini che i partiti possono spartirsi per finanziarsi le campagne elettorali, viaggi, alberghi, leasing delle auto – si legge ancora nel Blog -. La proposta della Meloni  darebbe la possibilità ai partiti di beneficiare dei rimborsi delle spese per le consultazioni elettorali (eliminati solo 5 anni fa), di accedere alla destinazione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e alle altre risorse pubbliche comunque destinate alla politica».

(foto di copertina: ANSA/CESARE ABBATE)