È morto Felice Gimondi

di Enzo Boldi | 16/08/2019

Felice Gimondi

Si è spento all’età di 76 anni l’ex campione italiano di ciclismo Felice Gimondi. L’uomo sarebbe rimasto vittima di un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, località balneare in provincia di Messina (e non a Recanati come erroneamente indicato in precedenza). Gimondi, secondo le prime ricostruzioni, è stato soccorso non appena riscontrati i primi segni del malore che lo stava colpendo, ma i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni bagnanti e dal personale medico del 118 accorso sul posto sono stati vani. A confermare il decesso per arresto cardiaco sono stati i carabinieri della zona.

Avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 29 settembre, dopo una vita fatta di successi in sella alla sua bicicletta nello stesso periodo storico che ha visto le scene del ciclismo mondiale dominate dal Cannibale Eddy Merkx. Nella sua lunga carriera è riuscito a vincere tutti e tre i Grandi Giri: tre volte quello d’Italia (nel 1697, 1969 e 1976), un Tour de France nel 1965 e la Vuelta di Spagna nel 1969. Vinse anche l’oro ai Mondiali nel 1973 dopo il bronzo e l’argento vinti nel 1970 e nel 1971.

Addio a Felice Gimondi

Dopo i trionfi sull’asfalto e in sella alla sua bicicletta, Felice Gimondi è stato anche grande protagonista a livello dirigenziale. Nel 1988 divenne direttore sportivo della Gewiss-Bianchi e nel 2000 divenne il presidente di quella Mercatone Uno, la squadra che in rosa aveva anche Marco Pantani nel suo ritorno alle corse dopo la squalifica di qualche anno prima. Ma nella storia Felice Gimondi rimarrà per esser stato uno dei più fieri rivali del Cannibale Eddy Merkx.

Il ricordo di Enrico Ruggeri

E proprio a questo duello, Enrico Ruggeri dedicò la canzone «Gimondi e il Cannibale». Ora, alla notizia della sua morte, il cantante ha voluto lasciare un breve ricordo attraverso il suo profilo Twitter: «Se ne va una parte della mia infanzia, un ragazzo che mi ha fatto sognare, una persona dolce e meravigliosa, un simbolo, un grande uomo. Un abbraccio a Tiziana».