Enrico Rossi: «Salvini e Di Maio non potevano non sapere delle pagine Facebook chiuse per fake news»

di Enzo Boldi | 13/05/2019

Fake news su Facebook, Enrico Rossi
  • Enrico Rossi si chiede se veramente Matteo Salvini e Luigi Di Maio non sapessero nulla delle pagine Facebook chiuse

  • "Tutto a loro insaputa?". Il governatore della Regione Toscana chiede l'apertura di una commissione d'inchiesta

  • Le fake news sono un problema per la libertà e la democrazia in Italia

Le fake news su Facebook e su altri social sono un vero e proprio problema per la democrazia in Italia. È questo il pensiero del governatore della Regione Toscana Enrico Rossi che, dopo la notizia della chiusura di 23 pagine vicine a Lega e Movimento 5 Stelle con l’accusa di diffondere bufale mirate a generare odio e consenso elettorale, ha chiesto un chiarimento a Matteo Salvini e Luigi Di Maio che, da par loro, rinnegano qualsiasi responsabilità.

«Sono state realizzate campagne d’odio attraverso queste fake news su Facebook è questo è un grave problema per la democrazia nel nostro Paese – ha detto Enrico Rossi a Giornalettismo -. Il tutto ha portato questi due partiti ad aumentare il consenso elettorale, spacciando per vere delle notizie completamente false. Coma facevano la Lega, il Movimento 5 Stelle, Matteo Salvini e Luigi Di Maio a non sapere nulla di tutto ciò? Era tutto a loro insaputa?». L’interrogativo del governatore della Regione Toscana potrebbe ricevere risposte con l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta perché quanto scoperto e bloccato da Facebook è molto più grave di quanto possa sembrare.

Enrico Rossi: «Bufale sui social all’insaputa di Salvini e Di Maio?»

«C’è in gioco la democrazia e la libertà – attacca Enrico Rossi -. I social sono un mezzo di informazione potentissimo e occorre fare piena luce su quanto accaduto. La diffusione di fake news su Facebook ha anche fatto pendere l’asticella elettorale in direzione di Lega e Movimento 5 Stelle, che quindi da questa vicenda hanno guadagnato molta visibilità e voti». Il governatore toscano parla di una chiara alterazione della realtà fatta percepire agli utenti dei social e muove una critica al nostro Paese che non ha raccolto a pieno le direttive dell’Unione Europea su questa delicata tematica. E mentre il leader della Lega Matteo Salvini concorda con la chiusura delle pagine fatta da Facebook, attaccando però anche i giornali e le televisioni, Enrico Rossi non usa mezzi termini per definire la (non) presa di posizione del leader della Lega che, come al solito, «la butta in caciara».

Il potere elettorale delle fake news su Facebook

Il potere dei social, a livello elettorale, è potentissimo e per spiegare quali riflessi riescano a produrre le pagine Facebook il governatore toscano racconta un fatto accaduto proprio a lui: «Qualche tempo fa ero a una cena elettorale con un amico-compagno operaio e abbiamo parlato dell’orientamento politico dei suoi colleghi. Mi ha detto che fino a qualche anno fa votavano tutti a sinistra. Ora, invece, due si sono mantenuti sulla stessa linea, tre non andranno a votare e cinque si sono spostati su Lega e Movimento 5 Stelle. Allora gli ho chiesto ‘Ma dove si informano?’ e lui ha risposto: ‘Da Facebook’». Ecco perché la diffusione delle fake news su Facebook assume dei contorni molto più marcati di quanto si possa pensare.

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)