Facebook è riuscita a fare pressioni anche all’interno dell’Unione Europea?

di Gaia Mellone | 03/03/2019

  • dalle carte di un processo contro Facebook in California, emerge una rete di lobby

  • L'azienda avrebbe fatto pressioni a centinaia di deputati europei e nel mondo

  • Cruciale il ruolo del Regno Unito, al tempo presidente di turno all'unione europea

Ormai gli scandali di Facebook sono delle matriosche: approfondendo un aspetto, ne viene fuori un altro, e pool un’altro ancora e così via. L’ultima preoccupazione è legata alle infiltrazioni nell’Unione Europea, emerse durante un caso intentato contro il social in California.

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Facebook, azioni di lobby verso i deputati dell’Unione Europea

Secondo quanto ricostruito dall’Observer, nelle carte di un caso intentato contro Facebook in California sarebbe emerso che Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook, considerava le leggi europee sulla protezione dei dati una minaccia «cruciale» per l’azienda di Mark Zuckerberg. Necessario sarebbe stato quindi avere qualcuno dalla propria parte. Alleato trovato in due figure: l’ex primo ministro irlandese Enda Kenny e l’ex cancelliere britannico George Osborne. L’ultimo in particolare ha una certa rilevanza: le azioni di lobby e pressione infatti risalirebbero proprio al turno di presidenza britannico del Consiglio dell’Unione Europea, come sottolineato da lui stesso nelle intercettazioni citate dal The Observer.

Facebook, le lobby e pressioni a livello mondiale

La lobby e le pressioni però, non erano limitate al Regno Unito. Dalle carte sarebbe emerso che tutti i 28 paesi membri dell’Unione Europea sarebbero stati soggetti a pressioni da parte dell’azienda, insieme a centinaia di deputati europei e membri di altri paesi come Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile. Facebook avrebbe promesso investimento ed incentivi, o la non attuazione di essi, in cambio di un sostegno a leggi favori all’azienda. Facebook ha parzialmente commentato la fuga di notizie, sottolineante che i documenti in questione sono riservati e parte di un procedimento giudiziario ancora in svolgimento. «Come altri documenti di cui è stata fatta una scelta selettiva e sono stati diffusi lo scorso anno in violazione di un ordine di un tribunale, raccontano solo una parte della vicenda e omettono elementi importanti di contesto» ha dichiarato un portavoce.

(Credit Immagine di copertina: © Igor Golovniov/SOPA Images via ZUMA Wire)

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