L’Europa fa scattare la procedura di infrazione contro l’Italia

di Gaia Mellone | 05/06/2019

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  • L'anticipazione di Repubblica: «Oggi l'Ue farà scattare la procedura di infrazione per il 2018»

  • Tra le manovre più dannose, quota 100 e reddito di cittadinanza

  • La spesa italiana crisi finanziarie e «pesa sulle generazioni future»

La risposta di Bruxelles non è affatto positiva. La bozza anticipata da Repubblica segna un precedente nella storia, aprendo per la prima volta la procedura di infrazione sul debito del 2018 nei confronti dell’Italia. La lettera è stata inviata poi nella giornata del 5 giugno, confermando le indiscrezioni riportate dal quotidiano romano.

L’Europa fa scattare la procedura di infrazione contro l’Italia

Non è bastata la lettera rassicurante di Giovanni Tria sui fattori determinanti legati alle manovre economiche del governo gialloverde. Il finanziamento del debito italiano costa ad ogni abitante circa  38mila e 400 euro, per un costo annuo di circa 1000 euro a persona. Cifre che secondo Bruxelles sono destinate ad aumentare con le manovre del governo: in sei mesi lo spread è aumentato di 100 punti, con un costo di 2,2 miliardi per i cittadini, ricorda l’Ue nella bozza diffusa da Repubblica, e le cifre per gli anni a venire non sono promettenti, anzi. Il monito di Bruxelles è che l’ammontare della spesa in salita «impedisce all’Italia di stabilizzare l’economia in caso di crisi finanziarie» e sopratutto «pesa sugli standard di vita delle future generazioni». E le spese in deficit del governo di certo non aiutano.

Procedura di infrazione, i numeri non rassicurano Bruxelles

Dalla parte di Bruxelles, ci sono i numeri: nel 2018.2019 l’Italia ha sforato le regole sul deficit con 11 miliardi e le previsioni per il 2020 preannunciano lo sforamento anche del 3%. E il debito continua a salire: 132,2% del Oil nel 2018, 133,7% nel 2019 e 135,2% per il 2020. Che in sostanza significa che viene a mancare il rispetto della riduzione del debito di 135 miliardi per il 2018, 162 miliardi per l’anno in corso e 171 per il 2020. A mettere tutti i numeri insieme, il quadro che ne emerge è che l’Italia non rispetta praticamente nessun parametro, almeno nei 3 anni coperti dal rapporto di Bruxelles.

Reddito di Cittadinanza e Quota 100 nel mirino

Bruxelles smonta anche la scusa “dei governi precedenti”. Al centro del mirino ci sono alcune manovre principe di queste governo come il reddito di cittadinanza – «non ha prodotto benefici» – e sopratutto Quota 100 che, secondo le anticipazioni di Repubblica, «fa salire la spesa pensionistica, togliendo risorse a investimenti e istruzione» e «danneggia la forza lavoro e la crescita potenziale».

Procedura di infrazione, cosa succede adesso

Oggi ci sarà la presentazione ufficiale del documento di più di venti pagine anticipato da repubblica, poi la palla passerà ai ministri delle finanze degli stati membri che dovranno dare il via libera il 9 luglio allo scatto della procedura di infrazione. L’Italia, nel caso in cui sia ora un negoziato, potrebbe dover presentare un manovra bis a tempo di record da 3-4 miliardi per tamponare i conti dell’anno in corso, ma sopratutto dovrebbe prendere impegni chiari per evitare l’aumento del debito negli anni a seguire.

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)

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