Egitto, auto lanciata contromano provoca almeno 19 morti

di Redazione | 05/08/2019

esplosione in egitto
  • Un'esplosione si è verificata nei pressi dell'Istituto oncologico del Cairo

  • Al momento si registrano 19 morti, tra passanti e civili

  • L'esplosione è stata causata da un'automobile lanciata contromano

In un primo momento si era parlato dell’esplosione di una bombola d’ossigeno all’interno dell’Istituto nazionale per il Cancro del Cairo, dove è avvenuto l’incidente. Poi si è capito che l’esplosione in Egitto è stata causata da un’automobile che è stata lanciata contromano proprio a pochi metri dall’ospedale del Cairo dove sono in cura i pazienti oncologici che provengono da tutto il Paese: il bilancio, al momento, è di 19 morti e di decine di feriti.

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Esplosione in Egitto: la causa è un’automobile contromano

Scagliandosi contro le altre automobili, infatti, la macchina che aveva imboccato la strada contromano ha provocato una serie di esplosioni a catena e un incendio di vaste proporzioni. I morti, per la maggior parte, sono civili e passanti. Nessuna conseguenza, invece, per i pazienti dell’istituto oncologico che pure è stato evacuato per permettere alle autorità di poterlo mettere in sicurezza.

Sul posto è intervenuto il ministro della Salute Hala Zayed, che ha dichiarato immediatamente lo stato d’allerta «per gestire – si legge in una nota – la situazione e assicurare la migliore assistenza possibile alle persone coinvolte». Al momento, le forze dell’ordine egiziane hanno ordinato un’inchiesta per capire le cause dell’esplosione e le circostanze all’interno delle quali si è compiuto il gesto folle.

Le valutazioni sull’ospedale oncologico dopo l’esplosione in Egitto

Tanto più che l’auto lanciata contromano ha coinvolto una delle strutture nevralgiche per la sanità egiziana: l’ospedale Nasser è uno dei più importanti dell’intero Paese e al momento si stanno effettuando dei sopralluoghi per capire se ci sono danni alla struttura e se è possibile riaccogliere in tempi brevissimi i pazienti che si trovavano in degenza al momento dell’esplosione.

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