Tutto quello che un travel influencer non deve fare | Viaggiare Informatici

Quali sono gli errori che un travel influnecer esperto non deve mai commettere usando i social? Ce l'hanno spiegato Gabriella Korchmaros e Andrea Petroni

30/08/2022 di Redazione

Ogni lavoro ha i propri must e una lista di cose che assolutamente non si devono fare. Il travel influencer, ovviamente, non fa eccezione. Quali sono i maggiori errori travel influencer che si possono beccare scrollando il feed di Instagram? Noi di Giornalettismo ce lo siamo chiesto e, per rispondere, abbiamo assoldato due professionisti del settore: Andrea Petroni di Vologratis e Gabriella Korchmaros di Where You Need to Be su Instagram ci hanno spiegato quali sono le cose che entrambi e tutti i loro colleghi non devono mai fare, pena il rischio di perdere credibilità come professionista di racconti social dei viaggi in giro per il mondo.

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Errori travel influencer, quali non commettere mai

Tra i principali strumento di lavoro dei travel creator troviamo Instagram. Uno degli errori più comuni? «Photoshopparsi con dietro le piramidi solo per far vedere ai suoi follower che era in Egitto», sottolinea Gabriella, quando in realtà «non si è mosso dal salotto di casa». La regola numero uno del travel influencer, come non manca di ricordare Andrea, è quella di «essere sempre onesto con il proprio pubblico».

Uno degli errori più comuni oltre a quello di sfruttare effetti grafici c’è quello di comprare follower. Come capire se un travel creator che segui sta provando a ingannarti? «Ci sono utenti senza foto – ci raccontano i due travel creator -, nomi strani, account che non hanno follower». Così facendo il risultato è controproducente poiché, alla fine dei conti, ciò che è importante è il risultato sul singolo post.

Anche i pubblicatori seriali di stories commettono un errore imperdonabile: «Siamo al limite dello spam – spiega il creatore di Vologratis facendo riferimento al caso di qualcuno che, in ventiquattro ore, è capace di arrivare a pubblicare decine e decine di storie -, anzi per me è proprio reato!».

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