Salta l’educazione civica perché nessuno ha pubblicato la legge in Gazzetta Ufficiale il 16 agosto

di Redazione | 21/08/2019

Educazione civica

Matteo Salvini l’aveva fortemente voluta, l’aveva considerata anche un provvedimento bandiera di questo governo la cui esperienza si è appena conclusa. L’educazione civica obbligatoria nelle scuole è legge, ma questa materia non entrerà nei programmi didattici dell’anno scolastico 2019/2020. La beffa clamorosa si deve a un errore procedurale, a una mancanza dovuta (anche) all’imminente crisi di governo aperta da Matteo Salvini lo scorso 8 agosto.

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Educazione civica nelle scuole: cosa è successo

La legge sull’educazione civica – per poter entrare in vigore già a partire dal prossimo anno scolastico – doveva essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La data ultima per la pubblicazione era rappresentata dal 16 agosto: c’è bisogno di 15 giorni prima che la legge inserita in Gazzetta Ufficiale entri in vigore. Per questo motivo, con la pubblicazione del 16 agosto, la legge sarebbe entrata in vigore il 1° settembre, in tempo per l’inizio dell’anno scolastico.

Non ci sarà educazione civica nelle scuole il prossimo anno

Ma questa comunicazione non è avvenuta e, dunque, in Gazzetta Ufficiale la legge sull’educazione civica non è mai arrivata. Asaps, l’associazione amici polizia stradale, ha sollevato il problema. In effetti, con questa mancanza, non è più possibile approntare i programmi per permettere agli alunni delle scuole di studiare la materia nel prossimo anno scolastico sia per il primo, sia per il secondo ciclo di istruzione.

C’è rischio, dunque, che questa legge non venga mai perfezionata. Eppure, era stata ampiamente sponsorizzata dai promotori. La crisi di governo, insomma, non guarda in faccia a niente e a nessuno. Figuriamoci all’educazione civica.

Educazione civica, la possibile soluzione del governo

Una soluzione per evitare questo rinvio potrebbe essere quella di introdurre l’educazione civica come una sorta di sperimentazione il prossimo anno. Un decreto ad hoc del Miur, ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, potrebbe infatti aggirare l’ostacolo provocato dalla mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma si tratta ancora di ipotesi di scuola.