Domenico Diele insultato sul web e minacciato da picchetti davanti al tribunale

di Redazione | 06/06/2019

domenico diele
  • Domenico Diele ha ottenuto uno sconto in appello per il reato di omicidio stradale

  • L'incidente è avvenuto nel 2017

  • Ancora oggi tante persone lo attaccano sui social e organizzano presidi davanti al tribunale

L’attore Domenico Diele, nei giorni scorsi, aveva ottenuto uno sconto di pena per il reato di omicidio stradale. Inizialmente, infatti, il giudice aveva previsto per lui una reclusione per sette anni e otto mesi, diventati cinque anni e dieci mesi dopo la sentenza d’appello. Tanto è bastato per scatenare contro di lui la furia dei social network e delle vere e proprie proteste di piazza, che lo hanno accompagnato anche in tribunale. Davanti all’edificio di Salerno, infatti, sono stati organizzati veri e propri picchetti con cartelli per manifestare contro la scelta di concedere uno sconto di pena all’attore che il 24 giugno 2017 travolse con la sua auto una donna che stava tornando a casa in scooter.

Domenico Diele, la pagina Facebook che lo vuole in carcere

Da allora, l’attore vive in una vera e propria gogna sui social network. Pur avendo commesso un reato (il processo andrà ancora avanti con un nuovo ricorso in Cassazione) sembra davvero ingiustificato l’odio cieco di chi minaccia di morte l’attore e i suoi familiari, di chi lo offende con i peggiori epiteti, di chi usa una pagina Facebook che, addirittura, ha proprio questo tema: «Diele in carcere – Assassino».

Le parole dell’avvocato di Domenico Diele

Stando a quanto riferito dall’avvocato di Diele Ivan Nigro al Corriere della Sera, l’attore non intenderà sporgere denuncia per questione di rispetto nei confronti dei familiari della vittima. Tuttavia, non può sfuggire la gravità delle minacce e delle offese subite: «Non abbiamo depositato una vera denuncia per rispetto dei familiari della vittima, che sono sempre stati composti nel loro dolore – ha detto l’avvocato -. Abbiamo fatto, però, una segnalazione, preoccupati non tanto dai leoni da tastiera, ma dai gruppi organizzati di donne che presidiavano l’aula con atteggiamenti violenti. Infatti, sono stati predisposti un servizio d’ordine e le porte chiuse, normali in seguito al rito abbreviato, ma qui utili anche a evitare incidenti».

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: Andrea Bracaglia / Pacific Press via ZUMA Wire)