Mentre Salvini indossa le divise, il governo del cambiamento le taglia ai nuovi agenti

di Daniele Tempera | 31/01/2019

Matteo Salvini in divisa
  • Dopo le polemiche sulle divise di Matteo Salvini, la denuncia della Silp Cgil

  • Secondo Daniele Tissone non ci sono i fondi per le divise dei nuovi agenti

  • Ieri, il ministro l'ha indossata alla Camera

L’ultima discussa passerella è stata ieri sera, alla Camera. Chissà se, mentre nel Paese montavano le polemiche per il suo ingresso in Parlamento con l’immancabile divisa della polizia, il ministro dell’Interno aveva prestato orecchio alle critiche che gli venivano mosse da un importante sindacato di polizia. Critiche che sanno di beffa e paradosso.

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Protesta sulle divise da parte della Silp Cgil

Sì, perché nell’ultima legge di bilancio, secondo la denuncia mossa dalla SILP CGIL, sono stati tagliati 2 milioni di euro che servivano per vestire i nuovi agenti in uscita dai corsi di formazione. Tagli che si abbatterebbero primariamente sui 1.200 ragazzi e ragazze che prenderanno servizio il prossimo 13 febbraio. Una misura che stride fortemente con le svariate “vestizioni” a cui ci ha abituato il ministro Salvini.

«Ai ben forniti guardaroba di felpe e polo della polizia sfoggiati spesso da chi non appartiene alla nostra amministrazione corrisponde oggi una mancanza di risorse per le divise dei nuovi agenti tanto che la nostra amministrazione si troverà costretta, nel 2019, a vestire poliziotti appena entrati in servizio sottraendo risorse (33 milioni di euro complessivamente a disposizione per il personale già in forza), a chi soffre già, da anni, di tali croniche carenze» sottolinea  Daniele Tissone, segretario generale del sindacato. E mentre nel Paese cresce l’ossessione per la “sicurezza”, nelle sue parole c’è tutto la distanza tra chi l’ordine pubblico deve garantirlo realmente e a chi basta prometterlo per fini elettorali.

La nota di Tissone sulle divise

«La sicurezza – conclude Tissone – non si fa con i post su Facebook, ma con risorse reali per le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa. La legge di bilancio ha stanziato meno soldi delle precedenti manovre per il rinnovo del nostro contratto e per il riordino interno delle carriere, per non parlare degli equipaggiamenti e della vestizione del personale. Non ultima la questione delle assunzioni con il previsto ‘scorrimento’ della graduatoria del vecchio concorso per 1.148 allievi agenti che rischia di lasciare a casa migliaia di ragazzi. Questi sono i fatti, il resto é solo propaganda»