Torna a crescere la disoccupazione: da luglio persi 60mila posti di lavoro

di Enzo Boldi | 31/10/2019

Disoccupazione
  • L'anno bellissimo non accenna a concludersi

  • I dati Istat mostrano un nuovo aumento del tasso di disoccupazione

  • I più colpiti, come al solito, sono i giovani

L’anno bellissimo non è ancora arrivato al suo epilogo e l’improvvida affermazione del vecchio e nuovo presidente del Consiglio assume sempre più le sembianze di un mostro di Halloween. Dopo i dati non incoraggianti già pubblicati ad agosto, l’Istat offre un nuovo quadro poco rassicurante della situazione lavorativa in Italia. Torna a crescere (sfiorando il 10%) la disoccupazione nel trimestre luglio-settembre e, a far preoccupare moltissimo, è il numero di posti di lavoro andati perduti in questo trimestre nero: 60mila persone in meno.

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Come spesso capita, i numeri freddi diventano caldi quando si parla di giovani. Perché se la disoccupazione diventa poco esaltante in linea generale, la preoccupazione cresce leggendo i numeri di quella giovanile. Nel trimestre luglio-agosto-settembre, infatti, il tasso per quel che riguarda la fascia d’età 15-24 anni è in continua crescita. E solo tra agosto e settembre è salita dell’1,1%, attestandosi al 28,7%.

Continua a crescere la disoccupazione in Italia

Numeri preoccupanti che fanno il paio – e, in parte, rappresentano anche una conseguenza formale – con l’aumento delle persone che sono in cerca di lavoro: questo dato, infatti, è in crescita di oltre tre punti percentuali su base mensile (circa 73mila soggetti interessati a trovare un’occupazione). E, secondo l’Istat, negli ultimi tre mesi sono stati persi oltre 60mila posti di lavoro. Un dato che fa aumentare, ancor di più l’incidenza sul tasso di disoccupazione nel nostro Paese.

C’era una volta il balcone

Numeri non incoraggianti che sviliscono gli entusiasmi per qualche dato Istat positivo pubblicato nel corso dell’anno. Gli effetti dei vecchi provvedimenti (per esempio il decreto dignità), non hanno avuto – come palese da questi dati – gli effetti sperati e gli entusiasmi da balcone post-approvazione. Occorre cambiare marcia e direzione per non ricadere nella bolla della disoccupazione.

(foto di copertina: da Archivio Ansa)