L’ex Iena Giarrusso ci riprova: è uno dei 2600 candidati M5S per il Parlamento Europeo

27/03/2019 di Enzo Boldi

Dino Giarrusso

Chiusa una porta si è aperto un portone. E ora se ne potrebbe spalancare un altro ancora più grande. L’ex Iena Dino Giarrusso, infatti, è tra i 2600 aspiranti candidati al Parlamento Europeo che saranno sottoposti al popolo degli iscritti alla Piattaforma Rousseau prima della tornata elettorale di maggio. Ci aveva già provato, a livello nazionale, alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, candidandosi al collegio uninominale Gianicolense (a Roma), non riuscendo però a essere eletto. Poi il passaggio alla guida della comunicazione pentastellata alla Regione Lazio, prima della promozione a segretario particolare del vice-ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Ora è pronto per tornare alle urne.

Il suo nome, insieme a quelli di altri 2599 futuribili candidati a rappresentare il Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo, è stato ufficializzato dallo stesso M5S e lui ne ha dato comunicazione ai suoi fan su Facebook, commuovendosi per i messaggi ricevuti nelle ultime ore. «Voglio ringraziare di cuore tutti voi che mi state tempestando di messaggi di incoraggiamento, stima ed entusiasmo: spero di meritarlo e di poter ricambiare». Anzi, non è lui a essersi candidato, ma come spiega lui stesso nel suo post, «ho dato la mia disponibilità alla candidatura».

Dino Giarrusso tenta la carta del Parlamento Europe

Ora per Dino Giarrusso l’occasione di entrare a far parte delle liste elettorali del Movimento 5 Stelle per andare al Parlamento Europeo, dopo aver tentato – invano – di entrare a far parte della Camera dei deputati . Il 4 marzo 2018, infatti, l’ex Iena provò a entrare a Montecitorio presentandosi nel collegio uninominale romano Gianicolense. Il risultato, per lui, non è quello sperato e viene sconfitto da Riccardo Magi, candidato di +Europa nel suo stesso collegio.

Alle Politiche del 2018 non gli andò benissimo, ma poteva andargli peggio

Ma il Movimento 5 Stelle decide di non fare a meno di lui e a pochi mesi dalla debacle elettorale gli viene affidato il ruolo di capo della Comunicazione di Roberta Lombardi alla Regione Lazio. Un ruolo che ricoprirà per molto poco, a causa di dissidi interni tra la stessa leader del M5S alla regione. Poi tenta di entrare nel consiglio di amministrazione della Rai, senza riuscirci. Infine, dopo aver tentato di diventare sottosegretario alla Cultura, trova un posto stabile al fianco del vice-ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Ora attende di conoscere il suo futuro, magari tra Buxelless e Strasburgo.

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI)

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