Ma fa bene o no? Miti e fatti sulla dieta vegana

di Redazione | 18/09/2017

dieta vegana

Ma la dieta vegana fa bene o no? Ci sono rischi per la salute con un’alimentazione priva di derivati animali? Sono domande che si pongono in molti in un periodo in cui lo stile di vita cruelty free sembra riscuotere sempre più attenzione e alle quali oggi prova a fornire una risposta anche il principale giornale economico del Regno Unito. Un articolo del Financial Times pochi giorni fa riportando il parere di diversi esperti ha elencato alcuni miti e fatti sul veganismo.

La dieta vegana fa bene?

Innanzitutto, viene rimarcato, la dieta vegana non è più o meno sana di qualsiasi altro tipo di dieta: si possono seguire diete vegane ottime o pessime, così come possono essere eccezionali o dannose quelle seguite da qualsiasi altra persona. In una dieta vegana posso far parte anche alimenti non salutari come le patatine fritte, per intenderci.

La dieta vegana è equilibrata?

Non si tratta comunque di un’alimentazione che costringe a mangiare sempre le stesse cose. Chi è vegano ha a disposizione un’ampia scelta di alimenti e non rischia di compromettere la giusta proporzione tra carboidrati e proteine. Chi non segue uno stile di vita vegano si preoccupa soprattutto di un’eventuale carenza di proteine, dimenticando che quasi tutti noi assumiamo troppe proteine. L’unica differenza sta nel fatto che le proteine vegetali, non è il caso di quelle animali, potrebbero non essere complete, non avere tutti gli amminoacidi necessari. Sono sconsigliate invece le diete di sola frutta e verdura, che non offrono tutti gli elementi necessari. Il consiglio degli esperti è di variare, di mangiare piatti ad alto contenuto di carboidrati, come cereali da colazione integrali, avena, pane integrale, pasta integrale, riso bruno, patate con la buccia, e fonti di proteine vegetali, come ad esempio tofu, noci e semi, alternative ai latticini, grassi e oli insaturi.

 

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La dieta vegana è completa?

Una delle trappole per i vegani può essere rappresentata dalla carenza nella loro dieta di vitamina B12, essenziale per il sistema nervoso, e di calcio. Il rimedio però c’è. Una buona fonte vegetale di B12 (che è presente soprattutto nella carne, nel pesce e in uova e latticini) vegetale è l’estratto di lievito, ma anche alghe e funghi commestibili. Sono arricchite di calcio e vitamina D invece alcune delle più note alternative al latte, come il latte di mandorla.

La dieta vegana riduce il rischio di malattie?

Altro interrogativo frequente riguarda nello specifico il rischio di malattie, gli effetti sulla salute a lungo termine. Ci sono studi scientifici che dimostrano come l’alimentazione vegetale possa avere dei benefici rispetto a quelle tradizionali. Una dieta vegetariana o vegana abbatte le probabilità di diventare obesi e aumenta le possibilità di avere una pressione sanguigna e un livello di colesterolo nella norma. Ma altre ricerche ci ricordano che non tutte le diete vegetali sono uguali. Uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, ad esempio, ha evidenziato che ci sono alimentazioni vegetariane non salutari con un rischio di malattie cardiache più alto rispetto ad altre più equilibrate. Ovviamente le diete consigliate dai nutrizionisti comportano meno rischi.

La dieta vegana è complicata?

Infine, la preoccupazione di dover affrontare una cucina complessa. Molti pensano che la dieta vegetariana o vegana sia tutto quinoa e cavolo riccio, ma nella maggior parte dei casi si preparano piatti semplici con alimenti di largo consumo. Basta pensare ai prodotti vegetali sempre più diffusi (dall’hamburger o formaggio vegano alle bevande di soia per sostituire il latte) e al numero crescente di reparti di supermercati dedicati. Senza dimenticare i menù di pub e ristoranti molto attenti alle nuove abitudini.

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit: Peggy Greb / Planet Pix via ZUMA Wire)