Il NY Times sul post di Di Maio abbronzato: «Negli Usa, chi fa ironia sul blackface si dimette o viene licenziato»

Una riflessione, dopo che il ministro degli Esteri aveva scherzato sulla sua abbronzatura

28/08/2020 di Gianmichele Laino

Di Maio abbronzato

I meme virali di Luigi Di Maio abbronzato – le immagini si riferiscono al primo incontro pubblico del ministro degli Esteri dopo il suo rientro dalla vacanza in Sardegna, con il suo omologo cinese Wang – hanno riempito il web e ci hanno letteralmente stufato. Innanzitutto perché, per prendere in giro il ministro degli Esteri, si utilizzava una sfumatura della pratica del blackface, quella in cui un uomo bianco si dipinge il volto di nero. In questo caso, il volto di Di Maio – nei meme – è stato sostituito a personaggi neri, ottenendo, in pratica, lo stesso risultato.

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Di Maio abbronzato, l’ironia del ministro sui meme

Il blackface è qualcosa che, in Italia, purtroppo, non viene percepito in maniera così grave come in altri stati europei e come, soprattutto, negli Stati Uniti. Tuttavia, l’attuale clima di proteste che sta attraversando gli States imporrebbe una riflessione meno superficiale. Per questo ha stupito tutti che lo stesso ministro degli Esteri – quasi per mostrarsi autoironico e capace di scherzare – abbia condiviso sul proprio account Instagram uno di quei meme che lo avevano ritratto al posto di Micheal Jordan.

 

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Ragazzi… prometto che la prossima estate metterò la crema 50. E grazie per avermi reso questa giornata più leggera 😂

Un post condiviso da Luigi Di Maio (@luigi.di.maio) in data:

La critica del NY Times sull’uso del meme di Di Maio abbronzato

Oggi, però, ne parla anche il New York Times, in maniera fortemente critica. In un passaggio del suo approfondimento dall’Italia, il prestigioso quotidiano statunitense ricorda come «negli Stati Uniti alcuni personaggi pubblici che sono stati sorpresi a usare il blackface sono stati costretti a dare le dimissioni o sono stati licenziati».

Una critica nemmeno troppo velata a uno dei più importanti esponenti del governo italiano, che – proprio per il suo ruolo alla Farnesina – dovrebbe rappresentare il nostro Paese nel resto del mondo. Il New York Times ha anche chiesto una opinione al portavoce del ministro degli Esteri, che ha minimizzato l’utilizzo del meme di Di Maio-Micheal Jordan o di Di Maio nel film di Totò: «Lui non aveva la faccia dipinta di nero, lui era semplicemente abbronzato».

Tuttavia, per mostrare che in Italia c’è anche chi la pensa diversamente, il NY Times ha anche chiesto l’opinione della scrittrice Igiaba Sciego, che ha mostrato le differenze tra l’Italia e il resto del mondo sulla pratica del blackface. L’immagine del ministro degli Esteri che emerge dall’articolo del NY Times non è affatto lusinghiera. E impone una riflessione ai più alti livelli sia sulla tematica del razzismo, sia sulla nostra rappresentanza istituzionale.

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