Di Maio e lo schiaffo sul 25 aprile: «Chi lo nega era a Verona con gli antiabortisti»

di Redazione | 23/04/2019

Luigi Di Maio
  • Luigi Di Maio lancia un'altra frecciata a Salvini sul 25 aprile

  • Questa volta, dice che il leghista è tra quelli che negano i valori della ricorrenza

  • Il riferimento è velato, ma l'indizio del riferimento al Congresso della Famiglia di Verona è molto forte

«Non è alzando le spalle e sbuffando che questo Paese cresce – ha detto Luigi Di Maio in un post su Facebook in cui ha annunciato la sua presenza alle celebrazioni per il 25 aprile -. Al contrario, cresciamo se diamo forza a certi valori, alla nostra storia. Perché col menefreghismo non si va da nessuna parte». E poi attacca: «Leggo di qualcuno che arriva addirittura a negarlo: queste persone erano a Verona con gli antiabortisti».

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Di Maio e il riferimento a Salvini sul 25 aprile

Il riferimento del vicepremier è al suo collega Matteo Salvini? Sembrerebbe proprio di sì. Quest’ultimo, tuttavia, non ha mai negato apertamente – almeno nella sua recente esperienza di governo – il valore del 25 aprile e la data relativa alla festa della Liberazione dal nazifascismo. Tuttavia, il ministro dell’Interno aveva annunciato da tempo di essere stato invitato in Sicilia per una giornata contro le mafie, proprio giovedì prossimo, nel giorno della Liberazione.

Inoltre, era tra i ministri presenti a Verona al Congresso della Famiglia tradizionale, dove diversi interventi avevano messo in discussione proprio l’aborto. Dunque, l’identikit tracciato da Di Maio sembra essere proprio quello del leader della Lega e collega dell’esecutivo sempre più distante dalle sue posizioni, in un’aperta campagna elettorale per le europee del 26 maggio che vedranno il Carroccio e M5S avversari sul campo e non alleati.

Il tentativo di Di Maio di unire 25 aprile e congresso di Verona, due temi cari alla sinistra

Ora, il guanto di sfida lanciato da Di Maio via diretta Facebook sembra essere ancor più esplicito che in passato, quando sul 25 aprile ci si era limitati a lanciare delle frecciatine. La rincorsa di Di Maio alla Lega passa anche per recuperare consensi a sinistra. Nella stessa frase, infatti, il vicepremier pentastellato ha messo insieme la negazione dei valori della Liberazione con il riferimento al Congresso della Famiglia tradizionale a Verona, anche questo osteggiato da sinistra.

«Il 25 aprile – ha concluso Di Maio – è una festa nazionale della Repubblica Italiana. Non è questione di destra o di sinistra, come sento dire, ma di credere in questo Paese. Di credere nell’Italia e di rispettarla. E chi come me ci crede, il 25 aprile lo ricorda!».

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI