Desirée, la 16enne trovata morta a San Lorenzo: è stata violenza di gruppo

di Enzo Boldi | 23/10/2018

Desirée

Il corpo di una giovane ragazza è stato ritrovato sabato notte all’interno di uno stabile occupato (e in disuso) di via dei Lucani, nella zona di San Lorenzo a Roma. Il nome della vittima è Desirée, studentessa di Latina. Gli inquirenti hanno vagliato tutte le ipotesi nel corso della giornata ed è escluso che si sia trattato di un incidente. L’esito dell’autopsia ha confermato i peggiori sospetti: la ragazzina è stata uccisa dopo essere stata vittima di una violenza sessuale di gruppo. Nel sangue della ragazza è stata trovata anche della droga.

Secondo alcuni racconti, la 16enne era arrivata nella Capitale per cercare di recuperare il tablet che le era stato rubato, secondo altri – invece – si sarebbe recata in quel posto per fare visita a una parente o a una conoscente.

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La giovane Desirée aveva raccontato ai genitori che venerdì sera sarebbe andata a dormire a casa di una sua amica. Ma non è stato così. La 16enne è partita da Latina, ha preso il treno per Roma e si è diretta in via dei Lucani (a San Lorenzo). Dai racconti di alcune donne che vivono nel rione, la ragazza voleva recuperare il suo tablet che le era stato rubato qualche giorno prima. Evidentemente, qualcuno le avrebbe detto che quel cantiere fatiscente era il luogo dove poterlo recuperare, ma è proprio lì che ha trovato la morte.

Il corpo di Desirée ritrovato alle 3 di notte

I soccorsi sono stati allertati intorno alle 3 di notte da una chiamata anonima che ha segnalato il corpo senza vita della giovane, descrivendola come una donna di 25/30 anni tossicodipendente senza fissa dimora. Ma non era così. Desirée non era una senzatetto, aveva una casa, una famiglia e – secondo i primi esami – non faceva uso di sostanze stupefacenti.

Il cantiere fatiscente che doveva essere un lussuoso studio di design

La storia sembra essere molto delicata, dato che il posto in cui è stato ritrovato il corpo di Desirée è una della zone più a rischio di Roma. Si tratta, infatti, di uno dei tanti cantieri abbandonati della capitale dove sarebbe dovuto nascere (nel 2015) uno studio di design. Invece, non se ne fece più nulla e varcando i cancelli ci si trova di fronte a stabili in condizioni fatiscenti. Alcuni occupati, altri alla mercé degli spacciatori che ne hanno fatto un vero e proprio covo.

(foto di copertina: da Google Maps)