Il coraggio del membro di CasaPound che prima insulta Paola De Micheli e poi cancella il suo profilo

di Enzo Boldi | 08/09/2019

De Micheli
  • La vergogna, ancora una volta, sembra essere sconosciuta sui social

  • Andrea Cpi, attivista di CasaPound ha scritto un post sessista contro la neo ministra Paola De Micheli

  • I riferimenti a sfondo sessuale e alla prostituzione da parte del membro del gruppo neo-fascista

La vergogna viaggia sui social. Dopo gli insulti contro Teresa Bellanova per il suo vestito nel giorno del giuramento (con tanto di body shaming) e per il suo titolo di studio, ecco che sulla rete arriva l’ennesima triste pagina dei leoni da tastiera che passano le giornata a caccia di like insultando in modo sessista le donne. Questa volta è toccato a Paola De Micheli, vicesegretario del Partito Democratico e nuova ministra alle Infrastrutture e ai Trasporti. A pubblicare l’ennesimo post della vergogna (che poi è stato rimosso dopo le prime polemiche, sintomo dell’essere il prototipo perfetto del leone da tastiera) è stato Andrea Cpi, attivista ed esponente del gruppo neofascista di CasaPound.

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«Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti… appena staccato dal turno sulla Salaria». Con queste parole ricche di idiozia e ignoranza, farcita dalla giusta dose di sessismo, Andrea Cpi (che sta per CasaPound Italia) – all’anagrafe Andrea Gallini, che fu candidato dalla Tartarughe come consigliere alle elezioni comunali di Terni nel 2018 – ha accompagnato l’immagine della ne-ministra Paola De Micheli in abito rosso che sta indossando un coprispalle. Battuta fuori luogo – per chi non conoscesse la ‘geografia’ dei detti romani, la Salaria è da sempre indicata come la strada della prostituzione – che, dopo qualche ora, è stata fatta sparire dalla sua bacheca Facebook. Troppo tardi, però.

Il post contro Paola De Micheli e la fuga dell’attivista di CasaPound

Il post di Andrea Cpi contro Paolo De Micheli ha fatto il giro del web in pochi minuti e, come spesso accade in questi casi, la rete lo ha denunciato immortalandolo prima della sua cancellazione. Così la vergogna di quanto scritto dall’attivista di CasaPound non rimarrà più solamente una voce, ma sarà confermata da testimonianza fotografiche come quella pubblicata in questo articolo. Nonostante il tentativo di fuga sperando che nessuno si fosse accorto di quanto scritto.

(foto di copertina: ANSA/FILIPPO ATTILI CHIGI PALACE PRESS OFFICE)