Curdi, militanti e amici insieme per il ritorno a casa di “Orso”

di Daniele Tempera | 20/06/2019

Lorenzo Orsetti
  • L'intervista al padre di Lorenzo Orsetti, il militante italiano dello YPG, ucciso in battaglia dai jihadisti dell'Isis

  • Dopo mesi di attesa il corpo di Lorenzo tornerà domenica a Firenze. Lunedì la sepoltura al cimitero delle Porte Sante, accanto agli ex partigiani

  • Ecco perché amici e militanti hanno lanciato un crowdfunding per Lorenzo. Il padre: "Commosso da tanto coinvolgimento e partecipazione. È la sua vera eredità"

Dal Kurdistan a Firenze. Dopo un’attesa lunga, la salma di Lorenzo Orsetti (“Orso” per gli amici) tornerà a Firenze domenica prossima (23 giugno). Il corpo dell’anarchico italiano, innamorato della libertà e dei valori che animavano la lotta indipendentista dei guerriglieri dello YPG contro gli islamisti dell’Isis, verrà ospitato in un luogo simbolico della città fiorentina, la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi. Lorenzo verrà poi seppellito lunedì 24 giugno, come preannunciato dallo stesso sindaco Nardella, nel cimitero delle Porte Sante, a San Miniato a Firenze.  Il corpo di Orso riposerà a fianco a quello di altri storici partigiani che si sono sacrificati per consegnare a noi tutti un pezzo essenziale di libertà e speranza. Nel frattempo la famiglia, gli amici e i militanti hanno inaugurato una campagna di crowdfunding per onorarne la memoria e contribuire ad alcune spese pratiche.

Perché un crowdfuning per Lorenzo

«L’idea del crowdfunding è venuto da amici e compagni che sono rimasti colpiti dal messaggio di Lorenzo e speriamo che l’associazione possa, oltre alle spese correnti, anche contribuire a essere utile per il popolo curdo che Lorenzo amava. L’idea è quella di un’associazione che realizzi progetti concreti. Un grazie particolare va a ZeroCalcare che, non solo ha sostenuto subito l’iniziativa, ma ha fatto anche di più, visto che versando 30 euro si riceve addirittura una stampa autografata da lui» ci racconta Alessandro Orsetti, padre di “Orso”.

Certo, la prima necessità è sicuramente pratica, ci sono le spese per il ritorno in Italia di Lorenzo e quelle per il funerale. Già, perché al di là dei messaggi istituzionali di cordoglio e la scelta simbolica di consentire la sepoltura di “Orso” nel Cimitero delle Porte Sante, accanto a quelle degli ex partigiani, le spese per il funerale e la sepoltura sono rimaste a carico della famiglia. Un’incombenza che ha scatenato una vera e propria gara di solidarietà che parte da lontano e che per il papà di Lorenzo è la vera notizia: «Molti ex compagni di battaglia di Lorenzo ci hanno chiesto di contribuire. Ma non è un modo per aiutare la famiglia, non abbiamo bisogno di questo. È un gesto di tributo a quello che Lorenzo ha rappresentato e ci ha insegnato, una sorta di “accompagnamento collettivo” verso casa. C’è un senso di comunità molto forte in questo gesto, una comunità al quale Lorenzo ha dedicato la sua vita che si ‘mescola’ con quella degli amici e dei militanti».

Il rapporto con l’Anpi e la continuità con la storia partigiana

Certo, si rimane perplessi sul fatto che a Roma sia stato già dedicato un parco alla memoria di Lorenzo Orsetti, così come a Berceto (comune del parmense) sia stata dedicato a “Orso” la libreria della stazione, mentre nella sua Firenze ancora non sia stata intrapresa finora nessuna iniziativa pubblica. O che le autorità, dopo il cordoglio iniziale, siano sostanzialmente “latitanti”.

Ma secondo Alessandro Orsetti la scelta di seppellire “Orso” nel cimitero monumentale di Firenze, accanto al corpo di altri partigiani è comunque positiva. « Avremmo voluto la sepoltura a Rifredi, in un posto più popolare, ma non c’era posto. Tra Lorenzo e gli altri partigiani c’è comunque una forte linea di continuità, anche se il paragone più scontato che mi viene da fare è quello con le brigate internazionaliste che hanno combattuto in Spagna nel ’36» aggiungendo di come il rapporto di Lorenzo con L’Anpi fosse di stretta vicinanza «L’Anpi aveva dato a Lorenzo la tessera d’onore, c’è tutto un movimento che parla delle ‘nuove resistenze’ di cui anche Lorenzo era parte integrante. C’è una sostanziale continuità con queste esperienze». Perché c’è una linea sottile che unisce la nostra libertà all’esperienza di Lorenzo. Un ragazzo che ha avuto il coraggio avvicinarsi alle “cose che accadono al di sopra delle parole celebrative del nulla” come cantava un grande anarchico della nostra canzone d’autore. E avvicinare tutti noi, in quest’altra parte del mondo, alle ingiustizie e alle dolorose contraddizioni di questo nostro tempo.