Dopo il mandato zero, c’è anche la crescita zero

di Redazione | 31/07/2019

crescita zero
  • Ancora ferma la crescita economica italiana

  • Nel secondo semestre 2019, l'Istat non rileva variazioni

  • Rallenta anche la crescita dell'inflazione

Lo zero sembra essere il tratto caratteristico di questo governo. Ci ricordiamo, ad esempio, di quel 2,04% di rapporto deficit-pil difficilmente contrattato dopo aver promesso, per diverso tempo, un 2,4% (questione di decimali, in fondo, cosa saranno mai?). Ultimamente, una parte importante del governo – quella del Movimento 5 Stelle – ha dato vita a una nuova regola interna, quella del mandato zero per aggirare la precedente norma sul divieto di candidarsi dopo un secondo mandato. Infine, assistiamo – secondo i dati dell’Istat sul secondo trimestre del 2019 – a una crescita zero.

Italia condannato alla crescita zero per il 2019

Siamo ancora in stagnazione, nonostante le previsioni iniziali avessero parlato di una lieve crescita in questo periodo dell’anno. Sostanzialmente, la nostra economia è ferma, rallentando il progresso che c’era stato negli anni precedenti. E il dato è ancora più evidente se rapportato al resto dei Paesi dell’Unione Europea, che non stanno certo attraversando il loro momento migliore, ma che qualche segnale, in realtà, lo stanno dando.

Sempre nel secondo trimestre 2019, infatti, il Pil è salito dello 0,2%, sia nell’Eurozona che nella Ue a 28: rallenta dunque visto che nel trimestre precedente era cresciuto di 0,4% nella zona Euro e di 0,5% nell’Ue 28. Però qualcosa si muove, a differenza del dato a cifra tonda che sta caratterizzando l’Italia in questo periodo dell’anno.

Gli altri dati della crescita zero secondo Istat

Anche il tasso di inflazione segnala una battuta d’arresto, passando a un +0,5 rispetto al precedente +0,7. Si evidenzia, invece, il rincaro dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa, quel paniere di generi alimentari necessari nella vita di ogni giorno. Spinto dall’aumento dei prezzi delle verdure fresche, c’è stato un rincaro dello 0,8%. Nulla di allarmante, comunque, in una situazione dove tutto sembra essersi congelato. Nonostante il caldo.

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