Corinaldo, i genitori si affidano a un avvocato: «Sfera Ebbasta sapeva in che cuccia andava a suonare?»

di Gianmichele Laino | 11/12/2018

Corinaldo
  • L'avvocato Carafoglia sta cercando di presentare un esposto in procura per mettere a disposizione degli inquirenti più materiali possibile

  • L'iniziativa è partita da un gruppo Facebook

  • Uno dei papà dei ragazzi presenti: «Non si può portare Sfera Ebbasta in una cuccia del genere»

Lo studio dell’avvocato Corrado Canafoglia di Senigallia, in questi giorni, è aperto a tutti quei genitori e a tutti quei ragazzi che vogliono ristabilire la verità su quanto accaduto quella maledetta notte del 7 dicembre nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Raccogliendo i materiali e le testimonianze dei diretti interessati, l’avvocato ha messo a disposizione la sua esperienza per presentare un esposto alla Procura della Repubblica.

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Corinaldo, l’esposto in Procura per chiedere la verità sulla tragedia

«Ci sono diversi punti che vogliamo chiarire – dice l’avvocato Canafoglia a Giornalettismo -. Innanzitutto il numero esatto delle persone presenti in quel locale. Poi, stabilire l’identità dei buttafuori, se erano preparati all’evento, se hanno prestato effettivamente soccorso. Le porte di sicurezza funzionavano o no? La discoteca, viste tutte queste premesse, aveva delle autorizzazioni per organizzare quel tipo di eventi?».

Ma le famiglie vanno anche oltre e si chiedono se il management di Sfera Ebbasta, il trapper che avrebbe dovuto suonare in quella discoteca, fosse stato a conoscenza del posto in cui si stava per recare. «Non si tratta di una battaglia contro la musica – ha detto l’avvocato Canafoglia -, ma sulla sicurezza dei ragazzi. Bisogna capire se questo evento sia stato organizzato soltanto per fare business e in che modo.

Un gruppo Facebook per raccogliere foto e video della notte alla Lanterna Azzurra

Rincara la dose Vincenzo Fiore, papà di uno dei ragazzi di 17 anni che lavorava come pr all’interno della Lanterna Azzurra. È stato lui a lanciare su Facebook un gruppo che si chiama Giustizia per le vittime della Lanterna AzzurraE che ha proprio lo scopo di fare rete per ottenere giustizia. Attraverso questo strumento, i genitori e i ragazzi vogliono raccogliere il maggior numero di materiali da mettere a disposizione degli inquirenti per cercare di fare chiarezza sulla storia.

E spunta anche qualche dettaglio inedito: «Io stesso – afferma Vincenzo Fiore a Giornalettismo – ho visto una story su Instagram di un ragazzo che frequentava una discoteca vicina e concorrente alla Lanterna Azzurra. Prima dell’evento con Sfera Ebbasta aveva annunciato sul social network di voler rovinare la serata a quelli della Lanterna Azzurra». In molti stanno cercando di risalire all’identità del ragazzo che aveva pubblicato quella story, per capire se quest’ultima possa essere stata salvata e archiviata da qualche parte.

La prospettiva di una «vendetta tra locali» che ha causato la morte di sei persone, tra cui cinque minori, è davvero terrificante. «Subito dopo la tragedia – continua Fiore – queste immagini riempivano i social network. Noi vogliamo metterle a disposizione degli inquirenti. E vogliamo chiarire anche le responsabilità dei gestori del locale: non si può portare Sfera Ebbasta in una cuccia del genere. Io ho fotografato l’impianto di areazione: ha funzionato quella sera? C’erano le condizioni di sicurezza per un evento di quella portata? E poi, nei video, non si vede una sola persona adulta soccorrere i ragazzi: dov’erano?».

FOTO: ANSA/Marina Verdenelli

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