Cosa succede in Cile: il primo coprifuoco dai tempi di Pinochet per i rincari della metro

di Gianmichele Laino | 20/10/2019

coprifuoco in Cile

Il presidente Sebastián Piñera era convinto che la sua destra liberale potesse rendere il Cile l’isola felice dell’America Latina. Si è invece trovato catapultato in una realtà parallela rispetto a quella dei numeri e delle tabelle del pil in crescita: il malcontento popolare dovuto a un aumento del costo del servizio del trasporto pubblico. Da venerdì, infatti, gruppi di attivisti hanno lanciato l’iniziativa dell’evasione totale del biglietto di autobus e metro. Nella notte, invece, è scattato il coprifuoco in Cile, prima volta dal regime di Augusto Pinochet.

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Coprifuoco in Cile per l’aumento del costo della metro

Proprio con il dittatore Sebastián Piñera ha fatto un tratto di strada politica insieme. Era il suo ministro dell’Economia nei primi tempi del regime. Successivamente se ne distaccò, ma raccolse l’eredità del suo partito, ripulendolo dalle spinte più reazionarie. Dalla caduta di Pinochet, in Cile c’è stata un’alternanza abbastanza equilibrata tra destre e sinistra. Ora, però, i disordini nel Paese hanno imposto una sorta di ritorno al militarismo.

Da ieri le città più importanti del Paese sono in mano ai militari. La situazione è esplosa quando la protesta sull’evasione del biglietto per metro e bus si è trasformata in guerriglia urbana, con stazioni della metro devastate e atti di teppismo sempre più frequenti. Emblematico, ad esempio, l’incendio al palazzo dell’Enel, con le fiamme che hanno avvolto il grattacielo, fino all’ultimo piano.  Per questo e altri episodi del genere, il presidente Piñera ha deciso di stabilire il coprifuoco: dalle 21 fino alle 6 del mattino nessuno potrà circolare in strada, salvo chi ha ottenuto un apposito permesso.

Coprifuoco in Cile, prima volta dall’epoca di Pinochet

Una restrizione della libertà personale come non se ne vedevano da tempo. Nell’ultimo periodo la popolazione cilena ha covato un certo malcontento nei confronti del suo governo di destra. Nonostante l’illusione della crescita a livello macroeconomico, la popolazione ha dovuto subire continui rincari nel costo della vita, nei prezzi delle case, in tutti i beni e servizi. A questa crescita non è corrisposto l’aumento dello stipendio medio, con i salari che restano bassi. E allora il rincaro del biglietto della metropolitana, un servizio che la popolazione utilizza in maniera diffusa, ha fatto scattare le proteste. Adesso, il Cile è in mano all’esercito.

In alcuni video, si denunciano anche gruppi di civili trattenuti dall’esercito in maniera davvero poco ortodossa. In modo particolare, stanno diventando virali queste immagini che arrivano dalla città di Concepción:

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